«Esagerare fa male, anche in bici»
di Pier Angelo Vincenzi wPAVIA Non ci sono solo i rischi connessi a un allenamento insufficiente, anche l'overtraining fa male. E molto. «Chi si cimenta in sport come il ciclismo dove conta la resistenza, l'endurance – spiega il medico sportivo pavese Ireneo Sturla – può andare incontro a una situazione paradossale dovuta a un eccesso di preparazione. Troppe gare, scarso riposo, un'alimentazione inadeguata, possono portare a un calo considerevole della prestazioni. Bisogna sempre dare al corpo il tempo di recuperare, di riposarsi. Chi non lo fa rischia un calo drammatico della performance sportiva». Uno dei sintomi del sovrallenamento è la fatica cronica. Ma tra i disturbi da overtraining c'è anche la depressione». Ma prima di correre il rischio di un allenamento esagerato, fuori misura, bisogna rivolgersi a un medico, anche di base, meglio però se specializzato in medicina dello sport. Sturla, che ha anche importanti incarichi internazionali come la presidenza della European Boxing Union, mette le mani avanti: «Non voglio essere tacciato di corporativismo ma è buona norma, prima di iniziare una qualsiasi attività sportiva, farsi dare una controllata. Una volta, quando la leva era obbligatoria, i 18 enni andavano alla visita militare. Oggi non è più così. Quindi, a maggior ragione, bisogna fare sport». I controlli di routine, per chi voglia tornare in forma usando la bici, sono i soliti: esami del sangue e un elettrocardiogramma. «Questa è la base – prosegue Sturla – nel senso che da qui bisogna partire. Se qualche elemento balza all'attenzione del medico, sarà il caso di approfondire». Una volta stabilita l'idoneità fisica, si procederà con gli allenamenti che, sottolinea Sturla, «devono essere graduali per ritmo, durata, frequenza e intensità. A inizio stagione è facile strapparsi proprio perché il fisico non è allenato. I parametri principali, quando ci si allena, sono forza, velocità, resistenza ed elasticità muscolare». Tutto, naturalmente, è relativo, ma questi parametri valgono sia per il professionista che per il dilettante. «Che lo sport, in particolare quelli aerobici come il ciclismo, faccia bene, è assodato. Chi soffre di malattie metaboliche ne trae giovamento: per esempio, i valori pressori, durante un'uscita in bici o una camminata veloce, scendono in modo considerevole. Ma lo sport fa bene se è sempre accompagnato dal buon senso, dalla consapevolezza dei propri limiti».