OltreVoghe, largo al vivaio adesso è l'ora di Canepa

VOGHERA La soluzione per la mediana è in casa. L'OltreVoghe punta su Lorenzo Canepa, classe 1996, frutto del vivaio. E' una bella sorpresa in questo inizio di campionato perché offre un'alternativa importante a mister Visca. Ragazzo umile nella vita e in campo (lo si vede quando cerca la giocata facile), Canepa ha giocato titolare con la Caronnese (per un tempo in cui è stato uno dei migliori) e il Bra (altra buona gara), mentre è entrato per 10' contro la Pro Settimo. Non male per un ragazzo che aveva esordito la scorsa stagione in Eccellenza in casa con la Sestese mezz'ora. Al campo di allenamento il 18enne ci va con i genitori: «Ma tra un mese prendo la macchina», sottolinea. E al momento per il ritorno c'è qualche amico o compagno. La considerazione di cui sta godendo il ragazzo che abita a Voghera in via Verdi è per certi versi inaspettata. «Un mese fa ero partito con l'idea di non giocare – racconta - Il primo obiettivo l'ho raggiunto avendo fatto tre partite. Ho visto che sono preso in considerazione di più di quello che pensavo, io cerco di aiutare la squadra in qualsiasi modo». Il posto del «giovane» in mezzo al campo doveva essere di Fautario, ma con il milanese che è stato operato al menisco Canepa ha la possibilità di ricavarsi il suo spazio in un gruppo in cui è stato più facile integrarsi rispetto all'Eccellenza. «C'erano meno giovani la scorsa stagione – spiega – Quest'anno è stato più facile e mi sento quindi più partecipe: sto giocando, il mister mi dice che lavoro, e vengo ripagato dai giocatori esperti. Essendo partito con la Juniores, questo inizio di stagione è stato un premio. Lo scorso anno Cirelli mi ha aiutato molto: ora vivo un mezzo sogno». Ma per lo studente del liceo scientifico di Tortona il futuro nel calcio è tutt'altro che scontato. «Devo capire fino a che punto si posso arrivare. Vorrei fare l'università». Intanto il presente si chiama serie D dove il neopromosso OltreVoghe sta cercando di adattarsi. «Rispetto alle giovanili cambia il ritmo di gioco e la velocità con cui pensare», ma al tempo stesso il vogherese finora ha dimostrato di saper interpretare bene il suo ruolo non esagerando nelle giocate e affidandosi ai compagni più esperti. «In allenamento anche il mister mi ha sempre detto di giocare facile, all'inizio cercavo di far cose più complesse e impegnative», conclude il ragazzo che ha un gruppo di amici che lo segue la domenica. «Con il Bra sono venuti sei miei amici: alcuni della Juniores e non solo». Marco Quaglini