Alla Normale di Pisa 19enne pavese batte tutti

PAVIA Parte domani per Pisa, dove varcherà l'ingresso della scuola Normale, Elena Sofia Capra (nella foto), 19 anni, arrivata prima, su 368, nelle selezioni per la classe di lettere antiche. Ha superato i tre scritti con una votazione media di 83, mentre all'orale, dove sono passati in 45, ha conseguito la media di 90. «Un risultato che non mi aspettavo» dice lei, diplomata al liceo Foscolo con 100 e lode. Ma un risultato per il quale ha lavorato tanto. «Mi sono rimessa a studiare appena terminato l'esame di maturità». E ora è felice. E anche un po' spaventata, ammette, dell'ignoto che l'attende. «Mi troverò in un ambiente completamente nuovo, lontana dai miei famigliari e dai miei amici – spiega Elena Sofia – ma sono anche molto contenta di iniziare un'esperienza diversa». A prendere il sopravvento sono la passione per il latino e il greco e l'amore per la letteratura antica, «Le cose belle hanno un valore che dura nel tempo», sostiene la neo studentessa della Normale di Pisa. Un interesse nato fin da quando era piccola, quando, alle elementari, leggeva l'edizione per bambini dei miti greci. Quel mondo incominciò ad affascinarla, indirizzandola, più grandicella, agli studi classici. «A tradurre le versioni di latino e greco mi sono sempre divertita, ho imparato a non fermarmi ad una traduzione puramente grammaticale e a fidarmi del mio intuito». Poi l'incontro con la letteratura a consacrare la passione per i classici antichi. Le poesie di Catullo e Virgilio, Tacito, Tucidide, Euripide. Il momento di studio non erano noia o sofferenza, ma la piacevole occasione per avvicinarsi ai padri della nostra cultura. E ora il grande salto. Verso l'università di Pisa, al Dipartimento di lettere e filosofia e verso i corsi interni alla Scuola Normale. «Non ho escluso l'ateneo pavese a priori, ma ritengo che Pisa offra un'esperienza molto qualificante per il mio ambito di studi», sostiene Elena Sofia Capra che dovrà rinunciare alla danza classica, coltivata per 11 anni. «Ma lo studio viene prima di tutto» afferma senza esitazioni questa studentessa che alle selezioni per la Normale ha tradotto Curzio Rufo e Tucidide «senza trovare particolari difficoltà». «E' probabile che, nella valutazione, abbia anche pesato il fatto che ho inserito un commento facoltativo – spiega Capra -. Il tema invece era di letteratura e io ho scelto la traccia su Clemente Rebora». E per il futuro? «Spero di diventare ricercatrice universitaria, ma non escludo l'insegnamento». Stefania Prato