Difesa di Stasi: «Scarpe pulite perché sequestrate in ritardo»
di Lorella Gualco wGARLASCO C'era una possibilità su 10 milioni che Alberto Stasi potesse scoprire il cadavere della fidanzata Chiara Poggi senza sporcarsi le suole sulle chiazze di sangue disseminate sul pavimento. Le conclusioni della perizia sul percorso nel villa del delitto non depongono a favore dell'unico imputato. Ma la difesa ha ancora carte da giocare alla ripresa del processo d'appello bis, il prossimo 8 ottobre. Secondo i difensori, nelle sperimentazioni non sarebbero state rispettate le condizioni dell'epoca: cioè non sarebbe stata esaminata la possibilità che le suole delle scarpe possano aver disperso le tracce di sangue. Infatti, le scarpe di Stasi furono sequestrate solo 13 ore dopo il delitto e i Ris scrissero all'epoca che su quelle scarpe non erano state trovate «tracce significative». Venne sequestrato solo una settimana dopo anche il tappetino dell'auto di Alberto, su cui i periti sostengono che comunque qualche traccia avrebbe dovuto rimanere.La persona entrata a casa Poggi per uccidere Chiara il 13 agosto 2007 indossava scarpe a pallini che hanno lasciato segni. Il percorso dell'ipotetico killer ricostruito dai periti coinciderebbe con il tragitto che Stasi ha dichiarato di avere effettuato nella villa. C'erano impronte a pallini davanti alla porta a libro della cantina, nella sala Tv, in bagno e qualche impronta in cucina. Quest'ultimo sarebbe l'unico particolare discordante con la versione di Stasi, che ha detto di non essere entrato in cucina. Gli esperti nominati dalla Corte d'assise d'appello rafforzano l'ipotesi che le macchie non potevano essere evitate. Esclusa, quindi, la possibilità dell'"evitamento inconsapevole" considerata nella perizia effettuata durante il processo di primo grado. La nuova perizia affermerebbe che le macchie di sangue più grandi si sarebbero seccate solo dopo alcune ore, ma anche quelle secche dovevano lasciare qualche traccia sotto le suole. Nei test, eseguiti dai periti con sangue ancora umido e sangue secco, sarebbero comunque rimaste «particelle ematiche» sotto le scarpe. Anche il tappetino dell'auto a bordo della quale Stasi si recò dai carabinieri dopo la scoperta del corpo senza vita di Chiara, avrebbe dovuto trattenere tracce di sangue. Nella simulazione dei periti, infatti, un tappetino analogo è stato tenuto in auto 4 giorni e, alla fine, il luminol ha rilevato ancora qualche traccia ematica. La casistica di laboratorio ha fornito un quadro indiziario, ma spetterà ai giudici stabilire se sarà sufficiente per ribaltare i due precedenti verdetti di assoluzione.