Logistica in crisi, cassa per 140 addetti
di Roberto Lodigiani wBRESSANA Resta pesante la crisi alla Log Service di Bressana: il polo logistico ha subito negli ultimi dodici mesi un calo di attività del cinquanta per cento e le conseguenze non si sono fatte attendere. Da metà settembre, per tredici settimane, è scattata la cassa integrazione a zero ore per i 140 dipendenti della cooperativa Promo (sede a Cava Manara) che si occupano del movimento merci e della gestione dei magazzini, mentre sono quaranta - rispetto ai settanta iniziali - gli esuberi denunciati dalla proprietà. Una questione al centro di una delicata e complessa trattativa con il sindacato. «Siamo riusciti ad ottenere la cassa in deroga dalla Regione – spiega Massimo Colognese, Cgil – ma la situazione rimane difficile». L'azienda guidata da Giuseppe Cerri spera di recuperare clienti importanti per un rilancio deciso nel 2015. Nel frattempo, però, le prospettive sono quelle che sono. La cassa integrazione è a rotazione proprio perchè si prevede che l'attività nei prossimi tre mesi rallenti ma non cessi del tutto, anzi si punta a una ripresa in tempi brevi e la flessibilità dell'ammortizzatore sociale consente rientri e distacchi del personale commisurati alle esigenze lavorative. La coop Promo è subentrata un anno fa a Logic Servizi, al centro di un contenzioso con i dipendenti (in gran parte riassorbiti da Promo) per il pagamento degli arretrati e dei trattamenti di fine rapporto. «Anche in questo caso – precisa Colognese – siamo riusciti a chiudere l'accordo, sarà il fondo di tesoreria dell'Inps a provvedere, anche se potrebbero esserci ritardi e contestazioni rispetto alle somme versate». L'altro fronte aperto riguarda direttamente Log Service, la casa madre che non è esente nè potrebbe esserlo dagli effetti recessivi. In questo caso si parla del ricorso ai contratti di solidarietà per i settanta dipendenti. «Abbiamo incontrato nei giorni scorsi Cerri – dice Colognese – l'ipotesi sulla quale si sta ragionando è quella». Insomma, guadagnare meno ma lavorare tutti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA