Gli Usa tornano a correre Pil ai massimi da due anni
ROMA La ripresa si allontana e la fiducia delle imprese torna a scendere, alimentando dubbi sulle future decisioni d'investimento e quindi sull'occupazione, proprio mentre la Bce punta a rilanciare la spesa in conto capitale delle aziende spingendo le banche a dare più credito. L'indice di fiducia delle imprese, calcolato dall'Istat, a settembre, è sceso ancora a 86,6 punti dagli 88,1 di agosto. Un pessimismo che colpisce tutti settori: manifatturiero, servizi di mercato, costruzioni e commercio al dettaglio, agricoltura. Il dato è il più basso del 2014, per trovarne uno più negativo bisogna risalire a dicembre 2013. Ma mentre l'economia reale delude, con l'Italia tornata in recessione, la Francia stagnante e la Germania costretta a ridimensionare drasticamente le sue stime di crescita, per gli Stati Uniti è un'altra musica. Il Pil americano segna il rialzo più forte da fine 2011 con un tasso annualizzato accelerato al 4,6%, al di sopra di quanto atteso da molti economisti. E anche i mercati alzano la testa. Le borse, in un clima galvanizzato dalle prospettive di un intervento sempre più consistente dal parte della Bce, chiudono in deciso rialzo, con Milano leader (+1,88%), Parigi a +0,91% e l'unica nota negativa di Francoforte (-0,20%). Lo spread si attesta a 141 punti base ma resta sostanzialmente stabile sui livelli delle ultime settimane. Ma l'asta di Bot fa il pieno, con tutti i 7 miliardi di euro di titoli semestrali offerti dal Tesoro ben sottoscritti dagli investitori (13 miliardi la domanda) anche se a un rendimento in lieve rialzo, allo 0,232%, dal minimo storico dello 0,136% toccato ad agosto. Uno scollamento fra mercati ed economia reale tutto europeo e non comune a tutti i Paesi: la Spagna ha rivisto la stima di crescita a +1,3% quest'anno e a 2% il prossimo, mentre il Pil americano segna il tasso annualizzato accelerato al 4,6%, al di sopra anche delle previsioni più ottimistiche. «La crescita economica negli Stati Uniti prosegue ed è forte», commenta la Casa Bianca, secondo cui «l'economia americana ha fatto tanta strada dalla Grande recessione», ma resta «ancora molto lavoro da fare per rafforzare la ripresa e garantire una maggiore sicurezza finanziaria alle famiglie dei lavoratori americani». Mentre l'euro continua a cedere terreno, scivolando oggi a nuovi minimi di due anni fino a 1,2680 dollari, va a picco il rublo. Il tentativo delle autorità russe di ri-nazionalizzare Bashneft fa temere una stretta del Cremlino sulle libertà economiche, che allontana gli investitori. La divisa russa precipita ai minimi record sul dollaro, che sfonda quota 39, fra i timori per la guerra delle sanzioni con l'Occidente innescata dalla crisi ucraina.