Servizio caldaie ad Asm Due ditte ricorrono al Tar
Il Comune riprova a vendere la farmacia di viale Partigiani (foto). L'asta pubblica per la cessione dell'attività comunale è andata deserta, quindi la legge prevede che si possa passare alla trattativa negoziata. Il termine fissato in un avviso esplorativo è il 7 ottobre. Entro le ore 12 di quella data, chi fosse interessato può inviare la propria offerta all'ufficio protocollo del Comune. La sola titolarità della farmacia parte da un valore minimo di 1.564.000 euro. Se, invece, si vuole acquistare anche l'immobile che ospita l'attività, in viale Partigiani, il valore minimo sale a 250mila euro. La stima del bene è stata effettuata dal servizio patrimonio. di Fabrizio Merli w PAVIA Due delle società escluse dall'aggiudicazione del servizio di gestione del calore negli edifici comunali hanno proposto ricorso davanti al Tar della Lombardia. E la giunta, riunita ieri pomeriggio, ha deciso di nominare un legale e affrontare il giudizio amministrativo. Si tratta della Antas Srl con sede a Gragnano Trebbiense (Piacenza) che si era piazzata al secondo posto e della Carbotermo Spa, sede a Milano, che era arrivata seconda con la sua offerta. La gara era stata vinta dalla società A2E, composta al 35 per cento da Asm Pavia, al 35 per cento da Asm Voghera e al 30 per cento dalla società privata Eti. Sino a poche settimane fa, il servizio era gestito da Asm Pavia che impiegava cinque dipendenti per una serie di operazioni come accensione, spegnimento e messa a riposo dell'impianto di riscaldamento, manutenzione ordinaria, messa a norma dell'impianto, verifiche e analisi combustione, tenuta del libretto della centrale termica e fornitura del gas metano. Tra Comune e Asm Pavia c'era un contratto di servizio siglato nel 2004, scaduto nel 2012. L'ultimo importo pagato dal Mezzabarba era stato, di 3.280.000 euro. Poi il servizio era stato prorogato sino al 2014 con un pagamento forfettario, in attesa della gara, di 2.800.000 euro. La messa a gara di questo servizio era richiesta dalla legge. Già in questa sede, il Comune aveva fissato un importo a base di gara di 2.748.000 euro, quindi più basso rispetto all'ultimo pagamento riferito alla stagione 2011/2012. L'offerta più competitiva era stata quella di A2E, società costituita, appunto, dalle due Asm di Pavia e Voghera e da un operatore privato. In sede di gara, A2E aveva proposto un ribasso del 23,50 per cento, battendo quelli di tutti gli altri concorrenti, e un ribasso del monte ore annuo del 10 per cento. Il che, tradotto in cifre, significa circa 600mila euro annui per il costo del servizio di gestione del calore e altri 150/200mila per il ribasso sul monte ore. Il Comune aveva calcolato che, grazie al nuovo gestore, sarebbe stato possibile risparmiare almeno 1 milione e 200mila euro l'anno, rispetto a quanto era il costo precedente. Tra l'altro, avendo inserito una clausola di salvaguardia nel bando di gara, si era riusciti anche a mantenere il posto di lavoro agli addetti Asm, specializzati in questo settore. Adesso due delle società escluse hanno presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale, chiedendo una sospensiva e l'annullamento dell'assegnazione del servizio. Tra i motivi oggetto di contestazione, i criteri che sono stati seguiti per l'individuazione del vincitore. Giuliano Ruffinazzi, assessore con delega alle partecipate, non è preoccupato per questo "intoppo": «Come amministrazione confidiamo che siano state seguite e rispettate tutte le procedure previste per l'assegnazione del servizio. Per questo abbiamo deciso di resistere in giudizio».