Ospedale, trasloco con pochi infermieri

di Roberto Lodigiani wVOGHERA Partirà a ottobre la complessa operazione di trasloco di quattro reparti ospedalieri (Medicina generale, Chirurgia, Riabilitazione e Neurologia) nei nuovi padiglioni M e M1 che si affacciano sulla camionale. Un traguardo al quale si arriva con parecchi mesi di ritardo rispetto ai programmi iniziali e alla stessa conclusione dei lavori, e che si accompagna già a una serie di problemi logistici, organizzativi e di gestione legati sia alla collocazione degli ambulatori (che almeno nel caso di Medicina resteranno nella sede attuale, distante dal nuovo reparto), sia alle carenze di personale infermieristico, subito denunciate dal sindacato. La prossima settimana si terrà un incontro tra l'Azienda ospedaliera, la direzione sanitaria del presidio di Voghera-Oltrepo e i primari (Luigi Magnani per Medicina, Giuseppina Borutti per Neuro, Mauro Gorini per Riabilitazione, Carlo Farina per Chirurgia), proprio per valutare queste problematiche e cercare delle soluzioni che consentano di ultimare il trasferimento senza eccessivi disagi, nè disfunzioni; martedì, l'azienda vedrà anche i sindacati che, fuori sacco, chiederanno chiarimenti sulla situazione degli organici, mettendo sul piatto la richiesta di assunzioni a tempo determinato. «Il fatto che i nuovi padiglioni diventino finalmente operativi è ovviamente un bel passo avanti dal punto di vista strutturale, rispetto alla sistemazione attuale che lasciava a desiderare – sottolinea Sandro Gattone, coordinatore rsu – questo non toglie che si debba cercare l'efficienza e standard ottimali anche per quanto riguarda il personale». Il fronte più critico sembra essere quello di Medicina, con i suoi 61 posti letto e un indice di saturazione (il rapporto tra letti e pazienti presenti) che sfiora il cento per cento, con una media di 1800 ricoveri annui. Oggi il reparto è diviso in tre settori che si ripartono a raggiera sullo stesso piano, nell'ala vecchia dell'ospedale civile; nei nuovi padiglioni, occuperà per intero un piano (il quarto) e per metà il terzo, condiviso con Chirurgia, mentre gli ambulatori rimarranno nella parte vecchia del polo sanitario (vicino alla chiesetta). Il timore - o forse la certezza - è che il numero di infermieri e ausiliari, già oggi all'osso, non sia sufficiente. ©RIPRODUZIONE RISERVATA