Sannazzaro, pali senza videocamere L'appalto è un caso
Unica scuola della provincia di Pavia ad essere invitata al Quirinale, l'Istituto Ipsia Calvi di Sannazzaro è stata presente con una delegazione composta da sette studenti e del docente Davide Sorisio alla manifestazione l'inaugurazione del nuovo anno scolastico. Il ministro Stefania Giannini (nella foto con i ragazzi) ha elogiato l'attività creativa sviluppata a scuola sul fronte delle energie rinnovabili. eSANNAZZARO Sicurezza in strada, presto ai quattro ingressi principali della città ci saranno i pali, ma non le videocamere. «Dove sono finite le telecamere alle entrate di via Roma, via Vigevano, viale Loreto e via Vigevano, più volte promesse dal comune per contrastare furti, vandalismi e mini-criminalità?»: se lo domandano, con una vena polemica, i due gruppi di opposizione capitanati da Silvia Bellini e da Roberto Zucca. Ed il riferimento va ai bandi d'appalto per l'assegnazione delle opere dapprima emessi, poi ritirati, quindi in via di una nuova indizione. Di fronte alla sequenza di interventi della giunta comunale, Bellini e Zucca dicono: «L'assegnazione dei bandi per videocamere sono stati azzerati; in compenso sono però disponibili i pali di sostegno che, da soli, non spaventeranno certo i malavitosi. I pali si, le videocamere no: per noi è questo un vero paradosso». Dicono le opposizioni: «La giunta ha indetto tre gare d'appalto che, a nostro giudizio, dovevano essere concentrate in una sola ritenendo il lotto indivisibile» . Ed invece? Le minoranze: «La giunta decide le proroghe per mancanza di offerte pervenute; revoca le gare stesse appena prima delle loro scadenze. In aggiunta il Comune invita tre ditte, una sola per ciascuna delle tre gare, ignorando quelle che lavorano localmente e non assicurando un'effettiva concorrenza. Ogni gara prevedeva infatti la presentazione di un'offerta al ribasso da parte di un'unica ditta invitata. Facile pensare che questa non avesse convenienza ad abbassare i prezzi sapendo di esser l'unica in gara». Per Bellini e Zucca questa è la conclusione: «Registriamo l'assenza di un'effettiva concorrenza che avrebbe potuto portare un risparmio al comune. I bandi non hanno rispettato il principio di economicità, imparzialità e parità di trattamento. Ora, tutto è da rifare». Paolo Calvi