Minori stranieri, sfida di idee
PAVIA Che soluzione scegliere per i 55 minorenni stranieri non accompagnati, attualmente a carico del Comune di Pavia? Una proposta arriva da Rodolfo Faldini, capogruppo in Consiglio comunale della lista civica "Pavia con Cattaneo": «Premesso che tutti i minori hanno diritto a salute e istruzione, va anche detto che il Comune non si potrà fare carico a lungo di ragazzi che, se ricoverati in strutture, costerebbero dai 100 ai 120 euro al giorno. Visto che provengono quasi tutti dalla stessa città egiziana - il che fa sospettare l'esistenza di un basista in Italia - e soprattutto visto che sono stati tutti identificati, secondo me è possibile applicare una legge che punta a riunificare il nucleo famigliare e, quindi, provvedere al rimpatrio assistito di questi ragazzi. Anche perchè il rischio è che gli arrivi crescano in maniera esponenziale». Non condivide questa impostazione l'assessore ai servizi sociali, Alice Moggi, che ieri ha incontrato la console dell'Egitto a Milano. «Il rimpatrio assistito deve essere fatto con la volontà del minore, e ai nostri assistenti sociali i ragazzi hanno detto di non voler tornare in patria. Il problema, poi, è ancora più complesso. Il console mi ha spiegato che in Egitto esiste una sorta di "agenzia" che gira nelle zone più povere, contatta i genitori e propone di portare i loro figli in Italia, in cambio di una somma compresa tra 5 e 7mila euro. Le famiglie, che non possono pagare queste somme, contraggono debiti con questa organizzazione criminale, promettendo che ripagheranno il debito con le rimesse del figlio. Il rimpatrio del ragazzo, quindi, significherebbe il rischio di ritorsioni nei confronti della famiglia». Che fare, allora? «La console verrà a visitare i ragazzi, alcuni dei quali ricoverati al villaggio San Francesco. Ci ha raccomandato di spiegare chiaramente che il Comune di Pavia non ha più posti per scoraggiare nuovi arrivi».(f.m.)