Dormono in auto da otto mesi «Dateci una casa»
«Abbiamo in programma una convenzione con l'Aler: come Comune siamo disposti a "riprendere" la gestione di alcuni alloggi popolari dell'Aler, affidandoli poi alle associazioni di volontariato, proprio per affrontare emergenze come quella dei due giovani invalidi». A parlare l'assessore ai servizi sociali del Comune di Voghera, Moreno Baggini. «C'è anche la soluzione della Casa della carità, ma ci sono oltre 40 famiglie in lista d'attesa. Inoltre a novembre ci sarà un altro bando per l'assegnazione di altri alloggi popolari. Stiamo anche studiando la possibilità di poter stipulare accordi con soggetti privati per trovare soluzioni idonee ad affrontare casi legati all'emergenza, speriamo di poter concretizzare il tutto entro tempi ragionevolmente brevi». di Carlo Gobbi wVOGHERA Dal mese di febbraio sono costretti a dormire in macchina: non hanno nè casa nè lavoro. E' la triste storia di due giovani vogheresi, Fabio Molina e Mietta Pirosu. «Siamo entrambi invalidi – dicono – ma nessuno ci aiuta. Abbiamo bussato a tutte le porte possibili, iniziando dal Comune, ma finora non è arrivata nè una risposta, nè un aiuto. Eppure siamo cittadini italiani e pensiamo di avere i nostri diritti». Fabio Molina racconta la sua storia: «Facevo l'operaio in un'azienda di Pontecurone, ma per riduzione del personale ho perso il posto. Mi sono iscritto alle liste di collocamento, ma non è ancora arrivato niente di concreto. Finora ci siamo arrangiati in un modo o nell'altro, ma questa non è vita: fra l'altro sia io sia la mia compagna abbiamo grossi problemi alla schiena, del resto sfido chiunque a dormire in un'auto». Ancora Fabio: «Fra l'altro ci sono anche rischi per la nostra incolumità, vivendo all'addiaccio, ma finora nessuno ci ha dato una casa. Ci basterebbero due stanze per condurre un'esistenza normale, intanto continuiamo a cercare lavoro». Mietta Pirosu continua: «Abbiamo le nostre cose stipate sull'auto, chiediamo solo una casa popolare, ma a quanto pare nessuno è disposto, almeno per il momento, a darci una mano. Lanciamo un appello affinchè possiamo uscire da questa situazione difficile almeno prima dell'arrivo della brutta stagione, perchè se nei mesi autunnali ed invernali fossimo ancora costretti a vivere in un'auto non so se riusciremo a resistere più di tanto, fra il freddo pungente ed i nostri malanni fisici che non ci danno tregua». Fabio e Mietta possono godere dei contributi mensili destinati agli invalidi, «ma ci vorrebbe anche un sostegno economico ulteriore che potrebbe arrivare da qualche occupazione, anche temporanea, che potremmo riuscire a trovare contando sul buon cuore di qualcuno. Siamo delusi dall'atteggiamento degli enti pubblici, cui peraltro ci rivolgeremo ancora».