Cablelettra all'asta, 5 ditte vogliono i capannoni
ROBBIO Entro tre mesi dovrebbe finire all'asta la maxi area industriale della Cablelettra, in via Mattei a Robbio, fiore all'occhiello dell'industria robbiese realizzata a fine anni '90 e ora deserta, dopo la chiusura dell'azienda che aveva dato fino a 500 posti di lavoro. E' l'esito del recente incontro tra il commissario straordinario della multinazionale Vincenzo Sanasi D'Arpe (in carica dal 2009 per ordine del tribunale fallimentare di Vigevano) e l'amministrazione comunale di Robbio. E ci sono anche aziende, di diversi settori merceologici, interessate a comprare a lotti parte della "cattedrale nel deserto" dove si producevano fili per il cablaggio dei veicoli Fiati di via Mattei. «Sono in contatto con 5-6 aziende di Robbio e anche di altre zone interessate a vari lotti e che porterebbero alcuni posti di lavoro anche se non sappiamo ancora quanti – spiega il sindaco Roberto Francese – Possiamo tornare ad essere la capitale industriale della provincia di Pavia. A influire sulla voglia di investire a Robbio di questi imprenditori c'è la convenienza economica di questi capannoni che costano relativamente poco, sono praticamente nuovi e rispondono ancora alle caratteristiche di legge vigenti». Questo è il piano A. Ma c'è anche un piano B nel cassetto. Ed è che in questa vicenda si possa inserire il Cipal, il consorzio dei Comuni lomellini per lo sviluppo industriale (di cui Robbio è socio e membro fondatore), e possa comprare l'area per poi rimetterla a disposizione di artigiani ed imprenditori. Ma com'è possibile che in questo periodo nero per l'economia qualcuno venga a investire? «Stiamo lavorando per abbassare in futuro la tassa sui rifiuti che già quest'anno vogliamo sia meno cara del 5% rispetto al 2013 – aggiunge Francese – In ogni caso le aziende con le quali stiamo trattando sono sicure: non portano rischi per la salute. Vogliamo che dalle ceneri della Cablelettra nasca un'area artigianale-logistica che possa far invertire la tendenza per Robbio». Ma c'è altro. Infatti, i rapporti tra il Comune e la Cablelettra sono legati anche da fiumi di denaro che l'azienda deve ancora versare alle casse comunali. C'è un arretrato della vecchia Ici da 300mila euro circa e uno di Imu da 50mila euro circa. «Entro cinque-sei mesi il commissario ci ha assicurato che l'azienda pagherà i debiti al Comune – aggiunge Francese –. Inoltre, Cablelettra farà anche lavori di manutenzione sia tetti dello stabilimento di via Mattei per preservarlo sia a quelli dei vecchi capannoni usati fino agli anni Novanta in via San Rocco». Sandro Barberis