Riccardo ha dovuto arrendersi al cancro

SAN MARTINO E' terminata ieri la battaglia di Riccardo contro un male che non gli aveva dato tregua. Riccardo Arnone Scimeca aveva solo 10 anni. Una vita breve la sua, segnata dalla sofferenza, ma anche dal coraggio. Ha lottato con forza contro quel tumore al cervello che si era impossessato di lui con cattiva ostinazione. Messo a terra, si era rialzato. Dopo l'operazione aveva cercato di riprendere una vita normale con una determinazione che stupiva chi gli stava accanto. Ma la malattia lo stata dilaniando, fino a non concedergli più speranza. Un paio di giorni fa era rientrato dall'ospedale e ieri mattina Riccardo è morto, il suo corpicino, ormai logorato dal male, non aveva più forze per lottare. Lascia nella disperazione il papà Carlo, impiegato, e la mamma Maria che gli stavano sempre accanto. Attorno a lui l'affetto dei tre fratelli e degli amici, dei compagni di scuola e di catechismo. Il suo calvario inizia a soli tre anni, quando gli viene diagnosticata una leucemia. Una guerra che vince grazie a un trapianto di midollo donato dalla sorella, compatibile al cento per cento. Da qui il suo desiderio di poter diventare, da grande, donatore di sangue. Perché conosceva bene il valore della solidarietà e della generosità. Tutti lo ricordano come un bambino allegro, entusiasta anche delle piccole cose che offre la vita di tutti i giorni. Amava la scuola e il calcio che condivideva con i tanti amici. Una passione che ha coltivato fino all'anno scorso, quando arriva la diagnosi di una malattia terribile. Affronta e supera l'intervento chirurgico e ritorna alla quotidianità. Riprende a frequentare le elementari di San Martino, l'oratorio e il catechismo. «Quest'anno avrebbe dovuto fare la cresima», spiega Paolo Cavenaghi, il suo catechista fin da quando aveva sei anni. «Fino a un mese fa mi diceva che non vedeva l'ora di ricominciare, non cedeva al male, dimostrava sempre una grande serenità e una forza straordinaria». Era Riccardo a infondere coraggio a tutti. «Aveva una grande fede», sottolinea il catechista, ricordando la sua allegria che contagiava anche i compagni. E il suo sorriso, pieno di amore e di speranza, che non è mai svanito. Per il parroco, don Mino Canevari, «è una grave perdita per tutta la comunità». «Ora è nelle braccia del Signore – dice don Mino – Era un bimbo pieno di vita e di allegria che ci ha insegnato ad affrontare il dolore con fede e dignità, aiutato anche dal grande amore della sua famiglia. A maggio era venuto a Lourdes in pellegrinaggio». E un messaggio di cordoglio e di solidarietà arriva anche dal sindaco Alessandro Zocca: «L'intera collettività è vicina ai famigliari del piccolo Riccardo che stanno affrontando un momento tanto doloroso. E' una tragedia terribile che colpisce tutti». A parlare con i genitori è l'assessore Andrea Viola che in tutto questo tempo è stato in stretto contatto con la famiglia. «Riccardo – dice Viola – per tutti i bambini che l'hanno conosciuto costituirà sempre un esempio per il suo desiderio e la sua capacità di affrontare con forza le situazioni difficili della vita». Fino all'ultimo aveva giocato con gli amici e aspettava con gioia l'inizio del nuovo anno scolastico. Avrebbe dovuto frequentare il primo anno della scuola media, ma nella sua nuova classe non è mai entrato. I funerali si svolgeranno domani mattina alle 10 nella chiesa parrocchiale di San Martino. Stefania Prato