«Barriere architettoniche, il mio nemico»
di SARA RICCOBONO Matricola! Finalmente… ho sempre sognato l'arrivo di questo momento. Per me l'università ha il profumo di giovani, di ricerca, di conoscenza, di collaborazione… Probabilmente appena iniziati i corsi inizierò a detestare tutto, forse anche per la mole di studio che dovrò affrontare, ma per ora è così, e sono felice di quest'idea positiva che ho. Prima dell'inizio delle lezioni ho preferito fare dei sopralluoghi. Barriere architettoniche, eccole. Il mio peggior incubo, il mio miglior nemico. Non è stata una doccia fredda, me lo aspettavo. Ci ero già stata altre volte, e l'ultima era proprio in occasione dell'open day per le future matricole. L'Università è in parte scusata, perché come tutti sappiamo ha alle spalle una lunghissima storia. C'è un però. Non è ammissibile che per via di una carrozzina io non riesca a muovermi o che comunque sia penalizzata, soprattutto se ci possono essere delle soluzioni adatte a risolvere il problema. Qualche giorno fa sono tornata in università per l'ultimo giro prima dell'inizio ufficiale. Appena entrata mi sono incamminata verso l'ascensore per il primo piano. Per arrivare all'ascensore, però, ci sono da fare alcuni gradini. Sono quindi tornata indietro e ho chiesto al portiere se poteva posizionarmi la rampa di legno, messa lì apposta, per raggiungere l'ascensore. La sua risposta è stata questa: «Guardi, le dico per esperienza che tempo che prendo la rampa, la metto giù e la aiuto a salire… fa prima a uscire, fare la strada parallela e a entrare dall'altra parte». Okay. Sono uscita, ho seguito le indicazioni che mi erano state fornite e sono arrivata, finalmente, all'ascensore. Un altro problema che mi si presenta spesso, è il passaggio attraverso le porte. Per comodità vengono tenute aperte a metà anta, che per me è uno spazio ridotto. Il problema spero di risolverlo trovando qualcuno a cui chiedere di aprire anche l'altra. Ma non tutto è così terribile. C'è anche una nota positiva, molto importante e che ci tengo a dire. I bagni. Come ogni studente mi capiterà di passare molto tempo in università. Se dovessi aver bisogno di un bagno, ne ho trovati ben 2 accessibili, dove potrò tranquillamente muovermi grazie allo spazio più che sufficiente. Che altro dire… Spero di iniziare un percorso ricco di opportunità e di occasioni, augurandomi di incontrare tutte quelle sensazioni che avevo sempre immaginato e sognato. Perché in fondo le università racchiudono proprio loro, i sogni.