Possibile consultare gli iscritti Pd, ma manca il regolamento
Il referendum tra gli iscritti del Pd può essere consultivo o deliberativo e può vertere su qualsiasi argomento, sia politico sia di organizzazione interna. È quanto prevede la norma contenuta nello statuto del Pd che potrebbe essere invocata per consultare il partito sulle modifiche all'articolo 18. C'è però un problema: manca il regolamento quadro che serve a disciplinare lo svolgimento della consultazione. L'articolo dello statuto che disciplina la materia non è stato mai ultimato. Una bozza, tuttavia, è pronta da un paio di anni: a metterla a punto è stato proprio Pippo Civati, uno dei promotori dell'idea della consultazione della base sulle modifiche allo statuto dei lavoratori. Il regolamento quadro andrà approvato dalla Direzione nazionale (dove i renziani hanno una larga maggioranza) con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti. Lo Statuto del Pd prevede che sia indetto un referendum interno qualora ne facciano richiesta o il segretario nazionale, o la Direzione nazionale (con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti), o il trenta per cento dei componenti dell'Assemblea nazionale, o il cinque per cento degli iscritti al partito. Visto che Renzi e i suoi sono contrari, alla minoranza Pd non resterebbe che mettere insieme il 30% dell'Assemblea o raccogliere le firme tra gli iscritti. Il referendum è indetto dal Presidente dell'Assemblea nazionale e «può essere indetto su qualsiasi tematica relativa alla politica ed all'organizzazione del Partito Democratico».