Bergoglio vola a Tirana "periferia" dell'Europa

CITTÀ DEL VATICANO Il Bulevardi Deshmoret e Kombit, il viale Martiri della Nazione a Tirana, è già decorato con le doppie bandiere, albanesi e vaticane, e soprattutto con le fotografie dei quaranta martiri, sacerdoti, religiosi e laici morti durante la dittatura comunista per conservare la loro fede, e ora in attesa della beatificazione. Papa Francesco oggi quel viale per raggiungere piazza Madre Teresa dove celebrerà la Messa. Dalla papamobile scoperta vedrà i volti sereni di monsignor Vincent Prennushi, arcivescovo di Durazzo, del gesuita italiano Giovanni Fausti, dell'unica donna, giovane e bella, Maria Tuci, torturata e uccisa perché voleva farsi suora e perché non volle cedere ai carcerieri. Solo per citare alcuni di questi eroi del Paese delle Aquile. Papa Francesco vola in Albania per il suo quarto viaggio internazionale: il primo in un Paese europeo al di fuori dell'Italia. Prima Tirana, e solo dopo Strasburgo. Parte dalla "periferia", da un Paese piccolo e con appena 3,2 milioni di abitanti, di cui i cattolici sono circa 500.000. Un Paese che ha sofferto quasi mezzo secolo di isolamento e di martirio. E che oggi è invece una nazione che, nelle sue difficoltà, guarda al futuro, «spera», come recita il logo della visita papale. Undici ore sul suolo albanese e un programma fitto: incontro con le autorità, messa con la gente, e per raggiungere la piazza userà la papamobile scoperta, senza timore per le tante voci di minacce terroristiche. Poi l'incontro con i vescovi locali alla Nunziatura, l'incontro interreligioso all'Università cattolica di Nostra Signora del Buon Consiglio. Alle 17 i Vespri nella cattedrale di Tirana con sacerdoti, suore, ma anche laici che stanno lavorando per la crescita della Chiesa albanese. Infine l'abbraccio con i bimbi orfani, disabili, in difficoltà del Centro Betania a Bubq Fushe-Kruje. La visita del Papa è «un gesto di grande incoraggiamento per il nostro popolo», ha detto ieri all'Osservatore Romano mons. Rrock Mirdita, arcivescovo di Tirana. «È vero, l'Albania bussa alle porte dell'Unione europea e gli albanesi, specialmente i giovani, si sentono profondamente europei, ma nella corsa per entrare nell'Unione non bisogna trascurare le ferite profonde» subite dagli albanesi, tra gli anni della dittatura e quelli recenti della difficile transizione. Albania come periferia: ma per Papa Francesco è tutta la «nonna Europa» una periferia da sostenere nella fede. Nel passato inviava missionari, oggi «non ha preti, non ha suore, segno di invecchiamento». Ma periferia è anche la Cina che il Papa ha nel cuore. E ieri ha confidato ai vescovi di Propaganda Fide: «Come vorrei che anche i vescovi cinesi fossero qui» ma «auspico che quel giorno non sia lontano».