Pavia, concerto per tiorba e chitarra
PAVIA La rassegna di musica antica I Tesori di Orfeo, organizzata dall'Istituto Vittadini e diretta da Simone Erre, prosegue questa sera alle 21 nel Ridotto del Teatro Fraschini, con un "Divertissements à deux…" che vedrà Ugo Nastrucci e Leopoldo Saracino alle prese con tiorba, chitarra ottocentesca e chitarra barocca. «L'idea del concerto - spiegano i due strumentisti – nasce dall'antica prassi di unire due o più strumenti a corde pizzicate, con il preciso scopo del "divertimento", inteso come svago e come piacere nel fare musica assieme su strumenti simili, concertando e giocando con effetti di domanda-risposta, che solo un dialogo fra esecutori della stessa famiglia di strumenti può dare. Accade così anche nel quartetto d'archi e nel duo pianistico». Il programma prevede musiche di F. Corbetta, B. Pasquini, R. de Visée. F. Carulli, F. Sor, secondo una scaletta che Nastrucci e Saracino motivano così: «Abbiamo scelto di cominciare con una prima parte sei-settecentesca, per poi spostarci di circa un secolo, affrontando nella seconda il repertorio ottocentesco a due chitarre: iniziamo con Sinfonia a due di Corbetta, autore pavese (1615 -1681), proseguiamo con alcuni brani solistici dello stesso Corbetta e del suo allievo Robert de Visée (1650 – 1725). Interessanti, nell'ottica del concerto sono le due Sonate a due bassi continui di Bernardo Pasquini (1637 – 1710), di cui sono scritte in partitura solo le parti dei due bassi, lasciando agli esecutori l'onere di fornirne la realizzazione e assecondando al gusto di chi suona un ampio spazio di libertà improvvisativa». E' nella seconda parte che si realizza compiutamente l'idea del "divertissement", tanto cara agli ottocenteschi Ferdinando Carulli, italiano, e Fernando Sor, spagnolo, che compongono i loro duetti nello stile salottiero che aveva in Parigi il suo centro d'elezione. «Ma non ci si lasci ingannare, perché questa musica non è solo un facile divertimento e spesso è attraversata da una tenue malinconia - precisa il duo - Non sono nemmeno esenti incursioni in generi più impegnativi, come dimostra la trascrizione di un primo tempo di sinfonia di Haydn, operata da Ferdinando Carulli. L'altra particolarità è che, se nella prima parte del concerto useremo una chitarra e due tiorbe, copie di strumenti antichi, per la seconda utilizzeremo strumenti originali: una chitarra Panormo (circa 1820) e una Monzino (circa 1850)». L'ingresso è libero. (m. piz.)