Depaoli: «Non ho fiducia nel cda di via Donegani»
di Fabrizio Merli w PAVIA «Sono disponibile a dare una mano» per sbloccare la situazione Asm, aveva detto Alessandro Cattaneo. «Solo se mi aiuta a risolvere problemi concreti e tangibili», replica Massimo Depaoli. Il ramoscello d'ulivo che l'ex formattatore porge al primo cittadino rischia di appassire. Un po' come le tante aiuole lasciate senza manutenzione in città. Cattaneo posiziona sulla scacchiera le possibili dimissioni di Leonardelli dal Cda di Asm? Depaoli ribatte sacrificando il pezzo di Alberto Artuso, esponente del centrosinistra nella "governance" dell'azienda di via Donegani. La partita potrebbe rivelarsi più lunga del previsto. Ma il Massimo Depaoli uscito (inatteso) vincitore dalle urne, con il trascorrere delle settimane ha acquisito sicurezza e quel pizzico di cinismo che, in politica, serve a sopravvivere. Sindaco Depaoli, Cattaneo le offre una mano con Asm. La accetta? «Dipende. Se produce risultati concreti sulla città, sì. In altre parole, se mi aiuta ad avere le strade più pulite di quanto siano ora e l'erba delle aiuole e dei parchi tagliati, va bene. In questo momento, a me interessa solo quello che è sotto gli occhi dei cittadini». Secondo lei, perchè Cattaneo si propone proprio ora come "ausiliario"? «In effetti, l'idea che mi sono fatto è che questa improvvisa apertura corrisponda a una dinamica di riposizionamento all'interno del centrodestra cittadino». Fuori dal politichese, Cattaneo vuole essere riconosciuto come interlocutore unico? «È la sensazione che abbiamo avuto. E che corrisponde a una frattura all'interno del gruppo che, in Consiglio comunale, attualmente rappresenta il centrodestra». Tutto qui? «No, credo che con l'intervista rilasciata, Cattaneo stia cercando di dire ai cittadini pavesi che ha provato a cambiare le cose in Asm, ma che non ci è riuscito perchè non lo hanno lasciato lavorare». Cattaneo non ci è riuscito e lei fatica. Ma il proprietario di Asm non è il Comune? «Certo, ma credo che nelle vicende di Asm si respiri un po' lo stesso clima che c'era all'interno della giunta che mi ha preceduto. Ognuno ha il suo settore, ognuno si occupa di quello e si sta sempre ben attenti a non interferire con gli altri. a vicenda. In un contesto del genere è facile che qualcuno si sia ritagliato il proprio spazio». Un patto di non belligeranza? «Esatto, ma un patto che con le elezioni è saltato». Cattaneo parla di "reazioni forti" da via Donegani quanto tentò di cambiare. «Mah, io so che come centrosinistra negli ultimi anni abbiamo più volte sollecitato Cattaneo a fornire le linee di indirizzo industriale ad Asm, senza risultato. Se oggi ereditiamo una città sporca o tenuta male, la colpa è dell'ex sindaco che non ha mai portato in Consiglio comunale il dibattito sul futuro di Asm». Quali sono i suoi rapporti con il presidente Chirichelli? «Formali, estremamente formali. Ci sentiamo diverse volte al giorno, ma è come se parlassimo due linguaggi diversi». Il ritratto di una coppia in crisi. Lei ha fiducia in questo Cda? «No». Cattaneo offre le dimissioni di Leonardelli. Il Pd è in grado di fare lo stesso con Artuso? «Sì, assolutamente. Il centrosinistra deve essere in grado di farlo». E se il Cda scegliesse la strategia del soldato giapponese rimasto solo sull'isola? «Se loro decidono di arroccarsi, possono anche farlo. Noi stiamo valutando diverse possibilità. Non escludo che ci attendano sette mesi di tensione. Ma la domanda che mi pongo, e che dovrebbero porsi anche loro, è: tutto questo, fa bene alla città?». Si riferisce alle aiuole pubbliche abbandonate a sè stesse? «È vero che non è mai piovuto tanto quanto tra la fine del 2013 e quest'anno. Ma se tra Comune e Asm ci fosse un rapporto più trasparente, questi problemi non ci sarebbero. Anche perchè non credo proprio che i dipendenti di via Donegani non abbiano voglia di lavorare». Facciamo dietrologia: Cattaneo dice che ha fatto tre assunzioni in Asm, una in quota centrosinistra. «Non so a cosa si riferisca. Non mi risultano assunzioni in quota centrosinistra, mi pare che Cattaneo mandi dei messaggi oscuri». Dice anche che è stato Gorgoni e non lei a decidere i nomi per Linea manutenzione. «Non è vero, Gorgoni non ha fatto alcuna nomina, le ho fatte io sentendo il parere di alcune persone. Ad esempio dovevo fare una nomina in Line e, trattandosi di trasporti, ho chiesto un parere ad Andrea Zatti. E comunque, le nomine che ho fatto sino ad ora hanno riguardato persone con un curriculum di tutto rispetto». Ma Vito Savino, da lei indicato per Linea più, è il datore di lavoro dell'assessore Castagna? «A quanto ne so, Fabio Castagna ha una partita Iva e ha lavorato per la società di Savino. Ma secondo me sarebbe stato grave il contrario, cioè se l'imprenditore fosse stato in giunta e il dipendente nominato nel Cda di Linea Più». Rimborsi forfettari: lei e l'assessore Ruffinazzi avete capito cosa è successo? «Sinceramente no. Anche perchè il presidente Chirichelli ha dato una versione, dicendo che era spesso in viaggio per promuovere i bond di Linea group holding, ma il presidente e l'amministratore delegato di Linea group holding dicono che non è così. Sostengono che i titoli li hanno piazzati indipendentemente dal lavoro di Chirichelli». Cosa ha intenzione di fare per la governance di Asm? «La legge è cambiata e non è più obbligatorio nominare due dipendenti comunali nel Cda. Tuttavia io resto legato alla proposta che feci in campagna elettorale, quella di un amministratore unico. Non ne faccio una questione di principio, ma credo che dobbiamo puntare su nomi di spessore».