«Studenti abbonati, hanno diritto al bus»
Sono iniziate in Università le presentazioni del servizio bibliotecario. Ieri, nell'aula G1 di palazzo San Tommaso si è tenuta per le matricole di Lettere, una mattinata informativa sulle opportunità offerte dalle biblioteche; l'orientamento sulle specifiche biblioteche è previsto per tutte le facoltà. La mattinata è stata un'accoglienza generale e grazie al sostegno del professore Maurizio Harari, i bibliotecari hanno potuto far conoscere le offerte delle biblioteche e nel particolare di quelle di Lettere (Petrarca e Boezio). «Nel corso degli anni – spiega una bibliotecaria – abbiamo notato che gli studenti pagano la retta, ma non sanno di cosa possono usufruire. Terminano il loro percorso di studi, devono scrivere la tesi e non conoscono l'aiuto che possono ricevere dalla biblioteca». I bibliotecari hanno meditato su questo disagio e da quest'anno, durante la giornata di accoglienza, presentano i loro servizi. Francesca De Luca, impiegata della biblioteca Petrarca, spiega: «Le biblioteche erano diventate un non-servizio per gli studenti perché non erano sfruttate. La mattinata di oggi è un'introduzione fondamentale, abbiamo già programmato altri incontri per i prossimi mesi». «Nelle biblioteche – continua Francesca De Luca – gli studenti possono trovare i testi dei corsi, comprare le dispense, consultare i libri. Ci è capitato di sentire che gli studenti cercassero i testi al di fuori dell'Università, convinti di non poterli trovare al suo interno. Questo non deve più accadere, tutti devono conoscere, fin da quando sono matricole, le biblioteche universitarie». di Marianna Bruschi wPAVIA La Provincia punta il dito contro le scuole che non hanno aderito alla settimana corta: i loro studenti prendono i pullman nella fascia delle 13.30 che non è più quella scolastica. Ma i presidi, ognuno a modo suo, non ci stanno. «I miei ragazzi pagano l'abbonamento come tutti gli altri», dice Dario Codegoni, dirigente del liceo Taramelli tra le scuole insieme a Copernico, Foscolo e Cardano che hanno detto no alla settimana corta. «Le scuole hanno assunto in autonomia il loro orario sapendo che il trasporto da quest'anno sarebbe stato organizzato sui cinque giorni – dicono il presidente Daniele Bosone e l'assessore ai trasporti Paolo Gramigna – La maggior parte degli istituti ha presentato l'orario delle lezioni sulla base del quale abbiamo organizzato i trasporti. Per gli studenti di queste scuole, infatti, non ci sono problemi anche perché il servizio non è stato ridotto ma solo riorganizzato a misura degli orari pervenuteci». I pullman scolastici sono stati spostati nella fascia delle 14.30 e in quella delle 16.30. Anche sull'avvio dell'orario scolastico ci sono polemiche. «Le scuole da calendario regionale dovevano iniziare il 12 – spiega il preside del Taramelli – la giunta regionale ha poi presentato una delibera dicendo che si poteva posticipare il 15 su decisione del consiglio di istituto». Quindi i trasporti dovevano esserci dal 12, dice Codegoni. Che sta raccogliendo le segnalazioni dei suoi ragazzi: «Il problema è soprattutto che alle 13.30 non riescono tutti a salire sui pullman», spiega. Alcuni hanno iniziato a chiedere di uscire prima. «Abbiamo firmato le prime 6-7 richieste – spiega Codegoni – ma il punto è che i miei ragazzi l'abbonamento lo pagano. Io non rimetto in discussione la decisione del consiglio di istituto». Riconvocherà il Consiglio, invece, la preside del Copernico, Lidia Bertuggia. «La scuola si impegna con un monitoraggio continuo a valutare le criticità che iniziano a emergere – ha scritto la preside Bertuggia – e a rivalutare la decisione assunta in prima battuta». Il caso trasporti sta diventando politico. A prendere una posizione è Sel: «Ancora una volta la scuola viene trattata come un problema di contabilità». I dettagli dal bilancio li dà l'assessore Franco Osculati: «Su 600mila euro che siamo riusciti a tagliare i trasporti incidono per circa 100mila su una totale di spese di 13 milioni di euro – spiega Osculati – poco rispetto ai disagi che vengono segnalati». @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA