Guala: licenziamenti stop, sì alla cassa
di Giovanni Scarpa wTORRE D'ISOLA Stop ai licenziamenti, via libera alla cassa integrazione straordinaria e alla ricollocazione. Ad un passo dal baratro, all'ultimo in contro utile in Regione per scongiurare la chiusura della fabbrica, Guala e sindacati trovano un accordo per i 142 lavoratori di Torre d'Isola. Il patto verrà presentato forse già oggi ai lavoratori dello stabilimento. Beninteso: la Guala se ne andrà da Torre d'Isola. Ma non alle durissime condizioni che, fino a ieri, aveva imposto. E cioè, tutti a casa senza discussione. In linea di massima l'accordo strappato in extremis ieri sera al Pirellone prevede la ricollocazione di una parte dei lavoratori, sia a Spinetta Marengo (Alessandria), sia a Wloclawek (Polonia).Chi avrà i requisiti potrà invece in pensione, mentre è prevista anche una buona uscita per chi deciderà di andarsene. Resta il fatto che nessuno si ritroverà a casa senza alcun ammortizzatore sociale, come sembrava fino a ieri pomeriggio. L'azienda, da quando è iniziata la vicenda, cioè ad inizio luglio, non aveva infatti mai fatto intravvedere spiragli nella trattativa. Dalla comunicazione, per la verità del tutto inusuale, della cessata attività (tramite lettera inviata ai soli sindacati, senza avvertire i dipendenti) ai ripetuti "niet" a qualunque tipo di proposta che non fosse quello della chiusura incondizionata dello stabilimento, la Guala per oltre due mesi non ha mai cambiato la propria posizione: chiudere l'attività e andarsene in Polonia. Nonostante il bilancio in attivo a Torre d'Isola. Unico obiettivo: guadagnare di più sulla produzione, visto che il costo del lavoro in Polonia è fino a cinque volte inferiore. A nulla erano serviti, fino a ieri, gli incontri alla sede dell'associazione industriale di Voghera, così come il summit in prefettura a Pavia. O i precedenti faccia a faccia in Regione. Ma, evidentemente, l'enorme pressione di questi mesi ha indotto i vertici della Guala – alla fine – a cedere sul fronte più importante: non licenziare tutti subito. Anche per chi non verrà ricollocato, ora, si apre la prospettiva di avere un futuro meno nero grazie alla cassa integrazione straordinaria che durerà almeno dodici mesi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA