Carpfishing, sfida alla regina della lanca
BRONI Una carpa di 20 chili è la sua ultima cattura. Michele Guarnone, 28 anni, bronese con la passione per il carpfishing, l'ha pescata in una cava libera dalle parti di Bressana Bottarone. Ed è quasi un record. Il carpfishing è una tecnica di pesca specialistica sviluppata, lo dice il nome, per la cattura delle carpe e, più in generale, dei ciprinidi, ovvero i pesci della famiglia delle carpe. Tecnica che nasce alla fine degli anni '70 in Inghilterra, dove viene messo a punto un sistema che lascia completamente libero l'amo: l'esca viene collegata mediante un filo chiamato hair rig. La carpa, infatti, mangia aspirando il cibo e non mordendolo come fanno altre specie di pesci. In questo modo l'amo (senza ardiglione, l'uncino sulla punta che serve ad allamare) si aggancia al labbro inferiore del pesce, generalmente a una delle estremità, senza procurargli danni. Dopo la cattura la carpa viene rilasciata: non prima di averla immortalata con una foto ricordo. Probabilmente, è stata la prima tecnica, quella del carpishing, del movimento, tuttora in forte espansione, detto catch and release o no-kill. Anche l'esca, chiamata boilies, è assai particolare: consiste in una palla formata da diversi tipi di farina (ogni pescatore ha la sua ricetta segreta) che vengono impastati con le uova e quindi cotti a vapore (da qui il termine boilies). Le sfere ottenute, del diametro tra i 6 e i 40 millimetri, sono l'esca principale per questo tipo di pesca. «Ho iniziato a pescare a 5 anni con mio papà – spiega Michele Guarnone – Mi sono avvicinato al carpfishing verso i 18 anni. Ho pescato diversi esemplari di grosse carpe, ma è veramente difficile trovarne di 20 chili in cave libere. Assieme a mio fratello Alessandro, di 21 anni, specializzato in pesca al siluro con lo spinning, sono un promoter del "Team Ricky" di Bressana Bottarone. Un ringraziamento a Riccardo Rossi che gestisce il team e mette a nostra disposizione tutta l'attrezzatura e le esche». Ma quanto costa praticare il carpfishing? «Diciamo che per partire da zero, cioè con un'attrezzatura "entry level" – risponde Guarnone – siamo attorno ai 500 euro. Negli ultimi cinque anni i prezzi si sono alzati del 10-15 per cento perché oramai è diventata una pesca molto di moda, soprattutto tra i giovani. L'attrezzatura base consiste in tre canne con relativo mulinello, oltre a un sensore acustico che segnala quando il pesce ha abboccato. Infatti pescando in profondità sarebbe necessario controllare il filo o la punta della canna per percepire un eventuale movimento. E' chiaro che è impensabile rimanere delle ore a guardare la lenza, mentre l'avvisatore acustico emette un sibilo appena qualcosa si attacca all'esca. Naturalmente qualcuno spende molto di più: ci sono canne che costano 500 euro l'una». Franco Scabrosetti