Ponte transennato «Qualcuno rimedi»
BEREGUARDO Ponte in chiatte transennato da oltre due mesi nel punto in cui le lamiere sono state divelte. «Ormai è da troppo tempo che la struttura è in queste condizioni», protestano i residenti che chiedono di sistemare la parte metallica, in modo che la circolazione possa riprendere normalmente. «E' una vergogna – attacca Mario Frigerio che abita a Parasacco, frazione di Zerbolò – i cittadini di questo territorio sono stanchi di essere considerati di serie B, il ponte non può essere abbandonato a se stesso, ha una funzione viabilistica strategica, fa parte della strada provinciale numero 3 e ai pendolari si deve garantire di poterlo percorrere senza alcun pericolo». Indice puntato quindi contro Piazza Italia che, «nei fatti si sta disinteressando delle sorti della struttura», dice Frigerio a cui fa eco Carlo Maiocchi, portavoce del Comitato Ticino 2000, che ammette di «non avere più parole per commentare la situazione» e aggiunge: «Abbiamo segnalato il problema alla Provincia che non ha neppure risposto. Ci si dimentica che il venir meno della manutenzione ordinaria comporterà il collasso dell'infrastruttura che richiede cure continue». Il presidente della Provincia Daniele Bosone fa sapere che «si sta cercando di reperire fondi per questo intervento di manutenzione ordinaria». «Se il problema riguarda solo la Provincia, risponderemo quando avremo le risorse a disposizione. – sottolinea Bosone – Avevamo cercato di coinvolgere anche altre istituzioni, ma la nostra proposta non è stata raccolta». Il Comitato, in attesa che della questione ponte si parli anche in commissione regionale, dove il consigliere Iolanda Nanni aveva presentato una risoluzione, ha anche contattato il Fai, Fondo per l'ambiente italiano. «Inseriremo questa struttura storica tra i "luoghi del cuore" bisognosi di attenzione e di un gesto di aiuto concreto. – spiega Maiocchi – Continueremo a batterci per trovare la somma necessaria per completare la sistemazione». Circa400mila euro, aveva fatto sapere l'assessore provinciale ai lavori pubblici Maurizio Visponetti, denaro di cui Piazza Italia non può disporre. Stefania Prato