Senza Titolo
il caso Dopo le minacce la città risponda nLa lettura dell'articolo apparso domenica 14 su questo quotidiano dal titolo "Punta Est, minacce e spie per giornalisti e oppositori" lascia sgomenti. Lascia sgomenti non tanto per i comportamenti in sé ivi descritti ma per le persone verso cui sono rivolti, per le motivazioni che ne stanno alla base e per gli interlocutori del presunto minacciante. Non è una ordinaria storia di "mala". Colui che parla mentre è intercettato è una persona che ha entrature nel mondo della politica pavese, una persona che, attraverso le sue società, ha finanziato negli anni campagne elettorali di candidati variamente collocati o giornali politicamente orientati. Ora leggiamo che, a fronte di una indagine giudiziaria, questa persona se la prende con quei giornalisti che altro non fanno che il loro mestiere pubblicando notizie di pubblico interesse e svolgendo inchieste come ormai non siamo più abituati a vederne. Li fa seguire, raccoglie informazioni, dice che bisogna eliminarli fisicamente. Dall'altro lato del telefono un noto politico che, invece di informare di ciò l'Autorità giudiziaria, è solidale con lui e lo consiglia su quali siano le mosse migliori. A mio avviso tutto questo è gravissimo. Piena solidarietà a Giovanni Giovannetti e al giornalista della Provincia Pavese vittime di tali comportamenti. Li esorto a non fermarsi nelle loro inchieste. La Città però deve rispondere. Non deve lasciarli soli. Non deve farsi scorrere addosso questo che è un vero attentato al corretto svolgimento di una funzione costituzionalmente garantita. Io chiedo, e con me mi auguro tanti altri, che quei soggetti politici che in passato hanno accettato il contributo elettorale o, comunque, l'appoggio della persona sospettata di tali gravi fatti ne prendano ora pubblicamente le distanze, garantiscano che non ne accetteranno più alcun appoggio, a meno che i fatti non vengano giudiziariamente smentiti. Qui non vale appellarsi alla presunzione di innocenza, che pure esiste, ci mancherebbe. Sono scelte. E chi vuole fare politica con trasparenza non deve aspettare una sentenza definitiva per decidere con chi vuole intraprendere un cammino. Cristina Niutta Pavia PAVIA / 1 Passione ed emozioni i 10 anni della Vaccari nCare insegnanti della scuola d'infanzia comunale Vaccari, sabato scorso ci avete riuniti presso la scuola di Pavia Ovest per festeggiare insieme i primi dieci anni della "Vaccari". Siamo stati davvero in tanti ad accogliere l'invito ed erano presenti anche i "vostri" bambini, ormai adolescenti, che in quel lontano settembre 2004 varcarono i cancelli, iniziando con voi un breve percorso della loro vita scolastica. E in questi dieci anni si sono alternate centinaia di bambini e famiglie, e abbiamo sorriso con voi di fronte alle esperienze che i nostri figli ci raccontavano: le passeggiate a scoprire la bellezza del Parco del Ticino, le esperienze di scuola boschiva, l'osservazione degli uccellini, i mercatini, i calli alle mani per scavare quel duro terreno del retro della scuola dove creare un orto, il vostro personalissimo orto. E che dire quando tornavano a casa con le loro "creazioni", vere opere d'arte ispirate allo scultore pavese Carlo Mo ed esposte proprio nella sua casa di San Lanfranco: spirali di ferro, posate e chiodi per inventare e creare. Immaginazione: scrivere "La vera storia di Pelle Pelliccia" ispirandosi ad alcuni dipinti di Kandinskij, raccontare storie sonore con grandi tamburi e legnetti, vivere emozioni al buio dietro un lenzuolo bianco, far parlare ombre cinesi per evocare situazioni e poi esser capaci di dare un senso alle azioni e ottenere il controllo delle paure. Un po' questa la chiave che noi genitori abbiamo letto nel vostro operato di straordinario team di educatori. Avete aiutato i nostri figli a stare insieme e prendere coscienza del loro corpo in crescita e ad affrontare le loro prime emozioni senza pregiudizi verso l'altro, a dare appunto un senso alle cose. E più che la vostra ovvia competenza e professionalità ci ha colpito la passione con cui avete affrontato tutta la complessità del vostro lavoro quotidiano, coinvolgendoci, parlando con noi ogni volta che un problema insorgeva, creando una relazione anche tra noi stessi genitori. Ci avete pian piano fatto capire come il problema degli altri è anche un nostro problema e come nulla può la scuola senza l'attiva e condivisa partecipazione delle famiglie all'educazione del proprio figlio. Mi viene in mente un poeta indiano che diceva che i figli sono le frecce e i genitori l'arco. Penso che i genitori siano la parte di legno flessibile dell'arco e gli educatori la corda tesa: insieme hanno quest'arduo ma affascinante compito di accompagnare per un tratto di strada questo figlio-alunno, lanciandolo verso il traguardo successivo, verso il suo futuro, la sua vita. E voi lo avete fatto. Grazie. Marcello Adduci e tanti genitori della scuola Vaccari pavia / 2 A Porta Nuova il problema è serio nSiamo i vicini della signora Orlandi che nella sua lettera pubblicata sulla Provincia del 13 settembre ha efficacemente descritto lo stato di degrado in cui versa la zona di Porta Nuova. Oltre a confermare tutto quanto riportato dalla citata lettera aggiungiamo che almeno da 2 anni, con altre lettere al giornale e con mail inviate ai responsabili delle istituzioni che riteniamo competenti, abbiamo già segnalato il grave problema di cui sopra e, nonostante le assicurazioni, abbiamo finora atteso invano. Segnaliamo anche per l'ennesima volta che sulle case adiacenti al cantiere ex Santa Margherita incombe da molto tempo una gru a braccio libero. Non abbiamo alcuna garanzia che tale gru sia stata messa in sicurezza. Oltre al buio creato dagli alberi e alla grave situazione igienica, ripetutamente evidenziata, segnaliamo pure che un faretto della piazza, non funzionante, indispensabile per far un minimo di luce, dopo la bellezza di 5 anni andrebbe sostituito. Preoccupati e sconcertati ci chiediamo quando qualcuno prenderà in mano la scottante pratica e risolverà finalmente la questione. Maurizio Panciroli, Franco Osculati, Marina Tesoro, Fabrizia Mangiarotti Pavia vigevano La pericolosità della provinciale n. 4 nHo percorso sabato 13 dalle 21 alle 21,45 la strada provinciale n. 4 dall'uscita dl casello autostradale di Novara Est fino a Vigevano. Desidero denunciare la pericolosità di questa strada dovuta alla quasi completa assenza di segnaletica orizzontale. Per fortuna la serata è bella, limpida e poco trafficata. Si fa fatica a distinguere, per lunghi tratti, la mezzeria e risulta assolutamente invisibile la linea bianca continua sulla destra di chi procede, con rischio di finire fuori strada. Marco Bergometti Vigevano sanità Un oltrepadano in Val Tidone nSono stato ricoverato nel reparto di Ortopedia dell'ospedale civile di Castelsangiovanni. Vorrei elogiare pubblicamente la professionalità e l'umanità che ho potuto riscontrare nel reparto diretto dal dott. Giuseppe Leddi, originario del nostro Oltrepo. E' un ospedale che funziona bene ed è giusto menzionarlo. A.M. Torrazza Coste