Precipita un ultraleggero, due morti
di Paolo Fizzarotti wTORTONA Il motore dell'ultraleggero si è guastato in volo, il minuscolo velivolo ha perso potenza, l'ala non è più riuscita a sorreggere il peso: pochi istanti dopo i due piloti si sono schiantati al suolo. Alla cloche c'era Gaspare Campanella, detto Rino , 48 anni, abitante a Tortona. Dietro di lui c'era l'amico Paolo Coltelli, 49 anni, originario di Genova ma residente ad Arese. Sono morti entrambi sul colpo, alle 18.15 di domenica, schiantandosi su un campo della località Ventolina, alla periferia di Spinetta Marengo. Campanella era molto conosciuto a Tortona: era lui, infatti, l'agente unico della Siae, la società italiana autori ed editori. Campanella era sposato da 12 anni con Roberta Bocca, con la quale abitava dal 2008 in un appartamento di via Togliatti. Il primo a scoprire la tragedia è stato Mario Roldi, che abita in via Rana, nella frazione Ventolina di Spinetta. Ormai stava per calare la sera: se non ci fosse stato Roldi, il punto della tragedia sarebbe stato scoperto probabilmente solo ieri mattina. «L'aereo ultraleggero è passato sopra casa mia, a un centinaio di metri di altezza, alle 18.15 - racconta Roldi - Ci ho fatto caso perchè ho guardato l'orologio. Nella zona ci sono infatti diversi campi-volo, e capita spesso che velivoli di quel tipo passino sopra Ventolina. Però a quell'ora, con il buio incombente, cominciava ad essere tardi per gli ultraleggeri. Pochi istanti dopo, quando l'aereo era ormai fuori dalla mia portata visiva, ho sentito il motore che faceva un rumore strano, un fuorigiri o una cosa del genere. Il motore però non si è mai spento. Una manciata di secondi dopo abbiamo sentito un colpo molto forte, di qualcosa che si abbatteva al suolo. Ho capito subito cosa era accaduto: ho quindi dato l'allarme al 118, al 113 e anche al 112 dei carabinieri. Poi sono andato nel punto da cui era arrivato lo schianto. Con me c'era anche un mio vicino di casa, Silvano Bruno, che sta per laurearsi in medicina a Pavia. Il suo intervento, purtroppo, non è stato però necessario. La carcassa dell'ultraleggero era a 150 metri da casa mia, con i due uomini imprigionati dentro i rottami e i tubolari accartocciati. Non davano alcun segno di vita, quasi sicuramente erano morti sul colpo». Roldi ha 63 anni ed è un pensionato del polo chimico di Spinetta Marengo. E' stato lui ad indicare ai soccorritori il luogo esatto della tragedia. «Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) sono arrivati altri quattro velivoli ultraleggeri - conclude Mario Roldi - Sono passati in volo radente, in formazione, sul luogo della disgrazia. Penso che abbiano voluto rendere l'ultimo omaggio ai loro compagni morti».(ha collaborato Angelo Bottiroli) @paolofizzarotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA