Stretto di Sicilia, 800 dispersi in 5 giorni

IL CAIRO I cadaveri di centinaia di disperati in fuga da guerra e povertà riaffiorano nelle acque del Mediterraneo, dove sono oltre 800 i morti e i dispersi solo negli ultimi giorni. «È una crisi umanitaria senza precedenti», lancia l'allarme l'Alto commissariato per i rifugiati dell'Onu (Unhcr), che fino a domenica stimava 2.500 morti dall'inizio dell'anno, 2.200 solo dall'inizio di giugno. L'ultima tragedia al largo delle coste di Tripoli, non lontano da quella spiaggia della morte dove settimane fa erano arrivate sulla riva decine di cadaveri dopo l'ennesima tragedia in mare. Questa volta è toccato a un barcone carico di oltre 250 persone, con a bordo «tante donne», che è affondato davanti a Tajoura, il tormentato sobborgo a est della capitale libica, epicentro dei furiosi scontri armati tra milizie rivali. Se ne sono salvati solo 36. «Ci sono così tanti morti che galleggiano sul mare», ha detto un ufficiale della Marina libica, quasi attonito di fronte all'ennesima tragedia che funesta quelle acque. Altrettanto tragico il destino di oltre 600 persone date per morte o disperse dopo una serie di naufragi davanti alle coste egiziane o in prossimità di quelle maltesi da venerdì scorso, secondo stime che l'Unhcr stesso, non può confermare come certe. Sono cifre che vengono spesso fornite dai sopravvissuti, quindi prese con le pinze, ma potrebbero celare una tragedia di dimensioni ben più ampie. Ad esempio, due ragazzi palestinesi di Gaza miracolosamente scampati a un naufragio hanno fatto luce su un drammatico episodio, raccontando quello che per l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) è «un omicidio di massa». In 500 sarebbero partiti da Damietta, in Egitto, il 6 settembre. Mercoledì scorso «dopo aver già cambiato diverse imbarcazioni lungo la rotta - hanno detto i due sopravvissuti all'Oim -, i trafficanti, a bordo di un altro natante, hanno chiesto ai migranti di saltare su un'ennesima nave più piccola e precaria. Molti si sono ribellati: ne è nato uno scontro con i trafficanti che hanno speronato il barcone dei migranti facendolo affondare». La maggior parte delle 500 persone sono cadute in mare e affogate, altre sono riuscite a restare a galla aggrappandosi a mezzi di fortuna: tra queste i due giovani palestinesi, soccorsi da un mercantile e portati a Pozzallo. Corpi di migranti sono affiorati domenica davanti alle coste di Alessandria d'Egitto. Difficile capire se si tratti dello stesso episodio. Dall'inizio dell'anno, stima l'Unhcr, «sono 130.000 le persone arrivate via mare in Europa, più del doppio dei 60.000 registrati nel 2013». La gran parte diretti verso l'Italia, che ha registrato «118.000 arrivi, la maggior parte dei quali soccorsi in mare nel contesto dell'operazione navale Mare nostrum». Intanto i nostri centri d'accoglienza sono al collasso. Ieri a Brindisi sono sbarcati 594 migranti salvati dal pattugliatore "Diciotti". A bordo molte donne, 78 di cui 4 incinte e una di loro ha gravi ustioni. Arrestati i sei presunti scafisti. «La portata di questa crisi impone a tutti noi di svegliarci», ha incalzato Angelina Jolie, inviata speciale dell'Unhcr, nel corso della visita al quartier generale del soccorso navale di Malta.