Giannini: scuola senza più precari

di Annalisa D'Aprile wROMA La scuola è uno dei cavalli di battaglia del governo Renzi. E il premier decide di dimostrarlo nel giorno in cui la maggior parte degli studenti italiani torna in classe suggerendo ai suoi ministri di presentarsi negli istituti scolastici e mescolarsi con studenti e professori. Così, mentre lui va all'istituto Puglisi di Palermo, Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione, visita l' Agrario "Emilio Sereni" di Roma, il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi si presenta nella scuola elementare "Goffredo Mameli" di Laterina, provincia di Arezzo, Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti, torna nell'istituto che frequentava da bambino, il "Cabrini" di Milano, e il vice del premier, Graziano Delrio, apre l'anno della primaria "Matilde di Canossa" di Reggio Emilia. Con un tweet di primo mattino, «cari ragazzi buon primo giorno. Oggi comincia l'anno de #labuonascuola», Giannini lancia il suo augurio/invito a partecipare alle consultazioni sul sito del governo, dove ci sono le linee guida del nuovo programma di riforma della scuola. È ancora su Twitter che il ministro ribadisce la necessità di «assumere 146mila precari» per «dare alla scuola personale sicuro e motivato nel lavoro». Poi in un istituto agrario della Capitale, Giannini taglia il nastro del laboratorio in cui lavorano fianco a fianco allievi e alcuni detenuti del carcere di Rebibbia. L'obiettivo comune è diventare mastri birrai e inserirsi nel mondo del lavoro. "Vale la pena" si chiama la "bionda" spillata e assaggiata dal ministro e "A piede libero" è il nome scelto per quella di farro biologico che la scuola produrrà e metterà sul mercato. Un progetto sostenuto da due ministeri, Istruzione e Giustizia, in un'ottica di integrazione e formazione alla legalità. «Questo è un bell'esempio di buona scuola» commenta Giannini che proprio ieri in un'intervista a "Repubblica" ha spiegato la sua proposta per cambiare l'esame di maturità (via i commissari esterni e la tesina, meglio un nuovo progetto su tutto l'anno scolastico). In una scuola elementare a Laterina il ministro Boschi, stretta in uno spolverino rosso, promette un nuovo concorso per gli insegnanti. «Dobbiamo esaurire le graduatorie che già ci sono, dopodiché resterà il concorso lo strumento per accedere all'insegnamento in modo trasparente» annuncia il ministro per le riforme. E rivolgendosi ai piccoli dice: «Sono qui per farvi vedere come sarà la scuola nei prossimi anni. Tra 2 mesi come in tutte le altre scuole d'Italia torneremo per decidere quali sono le vostre idee per la scuola e voi mi direte che cosa vi piacerebbe studiare e cosa vorreste fare». Inaugurando l'anno a Reggio Emilia, il sottosegretario alla vicepresidenza del Consiglio insiste sulla «priorità dell'educazione». Delrio sottolinea che il «documento del governo sulla scuola è un'inversione di tendenza. Prevediamo un investimento massiccio sulle persone, sugli educatori, che sono le colonne su cui costruire questo progetto». E dall'istituto romano Pablo Neruda, Marianna Madia, ministro della Pubblica amministrazione, assicura che «qualsiasi intervento lo faremo coinvolgendo insegnanti e famiglie, e aiutaremo chi parte svantaggiato». Per il ministro Lupi «la sfida educativa è il futuro e la scuola è la principale risorsa che un Paese ha». Incoraggiamenti e consigli agli studenti sono stati dati dal ministro della Difesa Pinotti: «Non vi fate scoraggiare da chi dice che la scuola non serve», e dal ministro del Lavoro Poletti, «occorre applicarsi». Mentre il ministro della Cultura, Franceschini, all'artistico Ripetta, promette «la reintroduzione della storia dell'arte». ©RIPRODUZIONE RISERVATA