Mons. Paglia: «Is piaga da estirpare»

CITTÀ DEL VATICANO «Ma quando impareremo, noi, questa lezione?». Il centenario della Grande guerra, da lui commemorato al Sacrario militare di Redipuglia, fa evocare ancora una volta a papa Francesco lo spettro dei conflitti armati, della «pazzia» della guerra, una risposta - ha detto oggi all'Angelus - che «fa solo aumentare il male e la morte». Il nuovo appello di Bergoglio arriva all'indomani del nuovo orrore diffuso dai militanti dell'Isis con la decapitazione dell'ostaggio britannico David Haines e mentre, pur se combattuta «a pezzi», infuria quella che lo stesso Pontefice ha definito una «terza guerra mondiale». «Sono andato a Redipuglia, al Cimitero Austro-Ungarico e al Sacrario - ha scandito Francesco parlando ai fedeli in Piazza San Pietro -. Là ho pregato per i morti a causa della Grande guerra. I numeri sono spaventosi: si parla di circa 8 milioni di giovani soldati caduti e di circa 7 milioni di persone civili». «Questo ci fa capire quanto la guerra sia una pazzia! - ha proseguito - Una pazzia dalla quale l'umanità non ha ancora imparato la lezione, perché dopo di essa ce n'è stata una seconda mondiale e tante altre che ancora oggi sono in corso». «Ma quando impareremo, noi, questa lezione? - ha aggiunto con toni sempre più accorati - Invito tutti a guardare Gesù Crocifisso per capire che l'odio e il male vengono sconfitti con il perdono e il bene, per capire che la risposta della guerra fa solo aumentare il male e la morte!». Il Papa in questo periodo insiste costantemente sulla «follia» della guerra, sul fatto che essa sia sempre una «inutile strage» e mai un mezzo per «riparare le ingiustizie», dopo che le sue parole sul volo di ritorno da Seul, a proposito della necessità di «fermare l'aggressore ingiusto» in Iraq, avevano fatto pensare a un'apertura sul concetto di «guerra giusta», in particolare nella linea dell'«ingerenza umanitaria». Ma è come se nei successivi interventi Bergoglio abbia voluto ribattere anche a questa interpretazione. Ieri, proprio in merito all'uccisione dell'ostaggio britannico, il presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, monsignor Vincenzo Paglia, ha detto «quanto commesso dai miliziani dell'Is va condannato, si tratta di una barbarie pura. Potremmo dire che questi jihadisti sono come quei serpenti velenosi che purtroppo ancora continuano a mordere e uccidere». «Quella dell'Is è una piaga che va estirpata e ci vuole il consenso di tutti - ha detto ancora mons. Paglia -. È chiaro che il Papa mette però sull'attenti: la guerra produce altro odio. C'è bisogno di trovare i mezzi che fermino queste barbarie, come nel caso di queste uccisioni e delle torture che stanno avvenendo in Siria o nella parte nord dell'Iraq».