Vertenza Maugeri, Maroni frena «Deciderò se ricevere i sindacati»
di Linda Lucini wPAVIA «Mi è arrivata la richiesta di un incontro con i sindacati della Maugeri e deciderò nei prossimi giorni se riceverli o meno, ad ogni modo io personalmente non ho preso alcun impegno in merito alla vertenza». Il presidente della Regione Roberto Maroni prende le distanze dalle accuse di non aver mantenuto le promesse di un intervento nella vertenza che vede 1600 lavoratori della Fondazione a rischio di un taglio dall'8 al 28 per cento degli stipendi ai lavoratori. Accuse uscite dall'incontro tra i sindacati, il presidente della Provincia Daniele Bosone, il sindaco Massimo Depaoli, il consigliere regionale Giuseppe Villani, e i parlamentari Chiara Scuvera, Alan Ferrari e Gian Marco Centinaio. E mentre Maroni frena in commissione sanità regionale spingono in avanti e bacchettano la dirigenza della Fondazione: «Non devono fare i furbi – dice il presidente della commissione III Fabio Rizzi (Lega) – gli abbiamo fatto le pulci durante le audizioni in commissione. Non sono gli stipendi a pesare sulla Maugeri, ma sono le scelte aziendali che devono essere prese. Tutto ciò tenendo presente che Regione rappresenta il 98 per cento delle loro risorse». Il presidente Rizzi aggiunge anche che di fronte a un piano aziendale «si può ragionare altrimenti il taglio delle buste paga è un'inaccettabile presa di posizione unilaterale». Riguardo agli impegni presi dopo le audizioni in commissione sanità regionale, Rizzi conferma il voto unanime dei componenti della commissione di un documento in cui si chiedeva il blocco della decisione di riduzione degli stipendi e una richiesta con una lettera firmata dallo stesso Rizzi e da Angelo Ciocca (Lega), presidente della commissione regionale lavoro, agli assessori alla Sanità Mario Mantovani, al Lavoro Valentina Aprea e alle Attività produttive Mario Melazzini per informali della situazione invitandoli a subentrare come mediatori qualora sindacati e Fondazione non avessero trovato un accordo nei tavoli di trattative. Si vedrà domani nel nuovo incontro con i vertici aziendali, ma l'intesa per ora è ben lontana dall'essere raggiunta. «La lettera che abbiamo firmato – dice Ciocca – ha avuto un esito positivo tant'è che la procedura di riduzione degli stipendi si è fermata, ma è chiaro che quello è il punto di partenza. Ora attendiamo l'esito delle trattative tra i lavoratori e la direzione». Certo, ma quali soluzioni trovare di fronte alla necessità di trovare 20 milioni necessari ai conti aziendali? «Io suggerirei :– dice Ciocca – la riduzione di tasse regionali, a sconti sui bolli delle auto aziendale e sulle risorse disponibili della legge 11 che sono in tutto 20 milioni di euro. Ma è chiaro che Regione interviene se c'è un progetto di rilancio, non per appianare le perdite di un'azienda. Si può agire sugli sprechi, ma anche sul rilancio e la Fondazione Maugeri deve tirar fuori soluzioni più coraggiose di quella di ridurre le paghe ai lavoratori. Soluzioni che si trovano all'interno delle prestazioni sanitarie e che possono far ripartire una struttura d'eccellenza come la Maugeri». L'assessore alle attività produttive e rappresentante istituzionale pavese, Mario Melazzini (Ncd) afferma: «Ribadisco innanzitutto la mia sentita vicinanza e il mio forte sostegno a tutti i lavoratori della Maugeri che stanno vivendo momenti di grave disagio e difficoltà. Sto seguendo con molta attenzione la vicenda e credo che, di fronte all'autonomia decisionale della Fondazione, sia necessario fare tutto il possibile per individuare una soluzione positiva. E' fondamentale porsi come obiettivo principale la salvaguardia occupazionale di tutte le professionalità presenti affinchè sia garantita la qualità e la quantità dei servizi erogati a tutela della salute di ogni cittadino».