«Più letti e ambulatori per l'ospedale»
di Donatella Zorzetto wBRONI Un incontro tra Comune, sindacato e Avis: al centro della discussione torna l'ospedale Arnaboldi di Broni, con le sue emergenze, ma anche con la proposta di riqualificarlo attraverso un progetto comune che convinca Regione, Provincia e Asl. Progetto che il Comune aveva già prospettato approvando in Consiglio una serie di interventi-priorità ritenute improrogabili. Per prima cosa potenziare il polo ambulatoriale esistente introducendo servizi ora assenti, ma pure incrementando quelli già attivi. Poi spostare il reparto di Lungodegenza all'ospedale di Stradella per fare spazio ad una divisione per residenzialità post-acuta, infine spostare la sede dell'Avis, con relativo centro trasfusionale, dall'area esterna degli ex uffici ad un'ala interna. Di certo, spiegano Comune e sindacati, «l' ospedale di Broni non deve morire». Quel che resta del vecchia struttura sanitaria, chiusa in parte dal 2009 ora ospita un reparto di Lungodegenza-Riabilitazione e ambulatori Asl. Il Comune, dopo la pronuncia del Consiglio del maggio scorso, ora torna a sventolare un piano che ridia funzionalità alla struttura. In particolare gli amministratori bronesi hanno sottolineato la necessità che, «pur nella comprensibile necessità di riorganizzazione dei presidi ospedalieri, si punti a mantenere un adeguato livello qualitativo dei servizi offerti nei reparti per acuti situati nell'ente ospedaliero Broni-Stradella». E hanno spiegato: «Si potrebbero prendere in considerazione alcune ipotesi di riordino dell'ospedale. Sarebbe utile effettuare il recupero della parte strutturale non occupata. Si potrebbe: ampliare gli spazi necessari per Asl per lo svolgimento di compiti burocratico-amministrativi (visite per patenti etc.); aggregare a Broni in un'unica sede i vari consultori sparsi in Oltrepo est; aprire nuovi ambulatori specialistici: terapia del dolore, ambulatori per le ludopatie etc.; prevedere letti per residenzialità post-acuta a bassa intensità assistenziale per cronici che non sono ancora in grado di rientrare al domicilio». «Questi posti letto (15 in tutto) – hanno precisato – non sarebbero in aggiunta ma sostituirebbero i posti letto in esubero di alcune divisioni con indici di saturazione irrilevanti». Inoltre i consiglieri hanno proposto di «mantenere il presidio continuità assistenziale (guardia medica) e aprire spazi per associazioni del terzo settore». Su questo percorso si sta muovendo anche il sindacato. «Si tratta di potenziare il poliambulatorio introducendo servizi di base: veterinara, vaccinazioni, esami per il rinnovo patenti, servizi igiene e prevenzione, vista la presenza dell'amianto – spiega Fausto Abbà, responsabile sindacale Uil Fpl –. Ma si tratta anche di potenziare i servizi prenotazione Cup e odontoiatria, oltre a reintrodurre quello di Cardiologia». «Inoltre il personale va incrementato – conclude Abbà –, sia per i servizi che già funzionano, che nei casi in cui c'è sofferenza, ad esempio Ostetricia, Medicina, ma anche Fisioterapia e tecnici di laboratorio».