Effetto crisi, boom delle cause di lavoro
di Roberto Lodigiani wVOGHERA Cresce il numero di operai, impiegati, commessi che si rivolgono all'ufficio vertenze della Cgil per intentare causa al loro datore di lavoro. Se nei primi nove mesi del 2013 i ricorsi erano stati 252, quest'anno nello stesso periodo siamo già a quota 287: praticamente uno al giorno. E' un altro effetto di una crisi economica di cui non si intravvede la fine. «La maggior parte delle cause riguarda le attività commerciali e i pubblici esercizi, mentre a Vigevano molte vertenze riguardano anche il settore metalmeccanico – spiega Laura Salvadeo, componente dello staff legale Cgil – E in oltre il 70 per cento dei casi i lavoratori si rivolgono a noi per recuperare stipendi arretrati o liquidazioni non pagate, mentre i licenziamenti, più rari, si riscontrano soprattutto nelle imprese artigiane con meno di 15 dipendenti». Salvadeo è presente alla Camera del lavoro ogni giovedì e venerdì dalle nove del mattino alle quattro del pomeriggio. Una processione quotidiana di uomini e donne di ogni fascia di età, dai diciottenni all'esordio nel mondo del lavoro ai maturi esodati, che vengono per esporre i loro guai. Situazioni spesso drammatiche, dietro le quali vi sono famiglie private dell'unica fonte di sostentamento o che faticano a tirare fino alla fine del mese. «Sono arrivata a dovermi occupare anche di otto-dieci casi al giorno – spiega Salvadeo – Un aspetto triste è che solo raramente i lavoratori riescono a recuperare il dovuto con le aziende, perchè queste si trovano nelle condizioni di non poter pagare. Qualcosa si ottiene invece con il fondo complementare di previdenza dell'Inps». Per Gianluigi Sgorba, segretario della Camera del lavoro cittadina, questi dati «sono la conferma che la crisi a Voghera e più generale nella nostra provincia continua, senza che si intravvedano segnali di ripresa. E senza ripresa, nè politiche di sviluppo tese a creare nuova occupazione, lo dico non pretendendo di essere un mago o di voler trarre cattivi presagi, gli stessi dati non potranno che peggiorare, con un numero crescente di lavoratori in difficoltà». Ormai anche la grande distribuzione, fino a pochi anni fa ciambella di salvataggio dell'emergenza lavoro in Oltrepo, è in sofferenza, così come «il vecchio tessuto manifatturiero». E anche gli ammortizzatori sociali stanno esaurendo il loro effetto-tampone. ©RIPRODUZIONE RISERVATA