La Bce avverte: siete lontani dagli obiettivi
di Andrea Di Stefano wMILANO La vigilia dell'Ecofin di Milano non poteva essere peggiore. La sentenza della Bce è netta e pesante: l'obiettivo del Governo italiano sui conti pubblici per il 2014 è a rischio. Secondo l'Eurotower, l'eventualità di mancare il target sul deficit al 2,6% del prodotto interno lordo deriva dall'evoluzione dell'economia, che sta andando peggio del previsto in un contesto di rallentamento complessivo per tutta l'area Euro. La Bce rivolte quindi un monito al'Italia affinché «rafforzi ulteriormente la politica di bilancio in modo da assicurare il rispetto del Patto di stabilità, soprattutto per quanto riguarda la riduzione del rapporto debito/Pil». Un preannuncio di manovra correttiva che Renzi e Padoan vogliono evitare ad ogni costo. Il bollettino mensile della Bce registra che nei primi tre mesi dell'anno il deficit italiano ha registrato un miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2013 (dall'1,8 all'1,6% del Pil), grazie ad una minor spesa pubblica soprattutto per investimenti, mentre le entrate sono rimaste più o meno costanti. Nel primo semestre, c'è stato un lieve calo (pari allo 0,1% del Pil) delle entrate fiscali, ma questo, osserva la stessa Bce, è da attribuirsi a un diverso calendario dei pagamenti delle imposte rispetto all'anno scorso. Le risposte indirette all'analisi di Francoforte è arrivata a strettissimo giro dal Governatore di Bankitalia e dallo stesso ministro dell'Economia. «Il rilancio degli investimenti, pubblici e privati, nazionali ed europei è cruciale per avviare rapidamente la ripresa» ha sottolineato Ignazio Visco. Visco si è soffermato sulle aspettative di medio termine: una situazione di bassa inflazione o con tassi perfino negativi rende più difficile il consolidamento del debito e allo stato il target fissato dalla Bce, tasso di crescita dei prezzi del 2% annuo, si potrebbe raggiungere solo nel 2022. Uno scenario che secondo il Governatore di Bankitalia «richiede, se necessari, altri interventi di politica monetaria. Al cuore del problema c'è la debolezza degli investimenti». Per questo, ha sottolineato Visco, la presidenza italiana ha messo gli interventi per rilanciare gli investimenti e migliorare l'accesso ai finanziamenti in cima alla sua agenda. Quattro i punti: ridurre il costo del capitale; rilanciare le cartolarizzazioni; sviluppare fonti finanziarie reperibili sul mercato dei capitali; investire in infrastrutture. L'analisi di Visco ha trovato conferma nei dati di Federmeccanica: se il comparto in Germania ha quasi recuperato i livelli di inizio crisi, in Italia sono ancora del 30% più bassi. Dal 2008 la produzione metalmeccanica in Europa è calata del 13%. Da un lato ci sono la Germania, che alla fine del secondo trimestre 2014 ha un calo dell'l'1,2%, e la Gran Bretagna che cede il 4,6%. Dall'altro ci sono invece la Francia, ancora al 22% sotto i suoi livelli, l'Italia che ha ceduto il 31% e la Spagna sotto del 36%. Il ministro Padoan: «Serve uno sforzo in termini di crescita e occupazione. L'Ue può favorire fonti di finanziamento per le Pmi, il pubblico può favorire investimenti privati». ©RIPRODUZIONE RISERVATA