Pd in Emilia: scontro Bonaccini-Balzani

ROMA «Abbiamo già in campo candidature importanti». Debora Serracchiani smentisce che il Pd voglia catapultare da Roma pezzi da novanta come Delrio o Poletti per chiudere il pasticcio delle primarie in Emilia Romagna terremotate dalle indagine sulle spese dei consiglieri regionali che hanno coinvolto due dei candidati del partito: Matteo Richetti e Stefano Bonaccini. Dopo i giorni delle notizie sulle indagini, degli incontri in procura la macchina delle primarie si è ufficialmente messa in moto. Con la verifica delle firme si è concretizzata nel centrosinistra dell'Emilia-Romagna una sfida a due: da una parte Stefano Bonaccini, segretario regionale del Pd, indagato dalla procura nell'ambito dell'inchiesta sui rimborsi spese dei consiglieri regionali, che ha però chiesto che la sua posizione venga stralciata puntando all'archiviazione, dall'altra l'ex sindaco di Forlì Roberto Balzani, la cui posizione di candidato di rottura, in questa situazione, ne fa qualcosa di più che un semplice outsider. Il quadro, tuttavia, non pare ancora completamente stabilizzato. Si attende che da Palazzo Chigi, qualcuno batta un colpo. Con il timore che per ottenerlo si debba attendere la direzione nazionale di martedì, che dovrebbe nominare la nuova segreteria che Renzi vorrebbe unitaria. Un mezzo accordo sarebbe stato trovato con Area riformista. A Renzi è arrivato un consiglio non richiesto dal suo predecessore al vertice del partito, uno che la Regione Emilia-Romagna la conosce piuttosto bene per esserne stato anche presidente: Pier Luigi Bersani. «Bisogna che da Roma - ha detto - si ascoltino le opinioni del partito in Emilia-Romagna e si decida. Bisogna decidere insieme: Bologna e Roma». Niente diktat, chiede Bersani nei confronti di un partito che per numero di iscritti, peso elettorale ed economico è quello più importante in Italia e nel quale non si sono udite, almeno fra i suoi principali dirigenti, voci che chiedono un annullamento delle primarie e una candidatura calata dall'alto. Bonaccini, che fa parte anche della segreteria nazionale del Pd come responsabile degli enti locali, ha avuto colloqui con i vertici del partito con l'obiettivo di fugare gli eventuali dubbi sulla sua posizione. Sabato mattina presenterà ufficialmente la sua campagna elettorale. Le primarie, per come sono previste allo stato, prefigurano un duello classico: da una parte il candidato "ufficiale" (Bonaccini) segretario uscente. Dall'altro il candidato di rottura (Balzani) molto critico con l'amministrazione Errani. La Regione, intanto, ha ufficializzato la data del voto: il nome del successore di Errani si conoscerà il 23 novembre.