Gestione del teatro, polemica sul bando
BRONI Il Comune pubblica un bando di gara per affidare la gestione del Teatro Carbonetti ai privati, e l'opposizione si accende. Il bando, con la richiesta di manifestazione di interessi per la gestione del teatro è ormai giunto a scadenza. Con esso l'amministrazione comunale invita i privati interessati a farsi avanti chiedendo di sostenere compiti diversi: la direzione generale (artistica, organizzativa e amministrativa), ma pure la gestione tecnico/organizzativa del teatro in occasione degli spettacoli. Il corrispettivo riconosciuto dall'amministrazione comunale per la gestione è di 65.000 euro annui (Iva esclusa). Inoltre saranno a carico dell'amministrazione comunale i controlli di legge, la manutenzioen straordinaria della struttura e il pagamento delle utenze (acqua, luce e gas) fino alla concorrenza annua di 25.000 euro, ad esclusione delle spese telefoniche che saranno sostenute dal concessionario. D'altro canto quest'ultimo potrà trattenersi le entrate derivanti dalla vendita dei biglietti, come anche i proventi delle affittanze e di altri utilizzi del teatro, o le entrate da sponsorizzazioni. Mentre quelle che proverranno da contributi pubblici e privati attraverso la partecipazione a bandi, dovranno ottenere il patrocinio del Comune, al quale il concessionario dovrà riconoscere il 20% del contributo ottenuto. Infine il futuro gestore dovrà assicurare per ciascuna rappresentazione 8 posti gratuiti a disposizione del Comune e minimo 10 giornate senza incasso di utilizzo gratuito del teatro, sempre a disposizione dell'amministrazione comunale per attività organizzate direttamente o in collaborazione con altri soggetti. Questo bando, però, non piace all'opposizione. Il perchè lo spiega Emilio Bosini, consigliere di "Broni per il futuro". «Il bando è stato pubblicato a metà agosto, quando la gente era in vacanza e poteva essere letto solo da pochi "eletti" – sottolinea –. Ma ciò che colpisce di più è il fatto che si tratta di un investimento non solo per niente remunerativo per il Comune, ma pure oneroso». «Ciò dimostra che questa amministrazione comunale manca di programmazione – conclude Bosini –. Ha aumentato al massimo le aliquote delle imposte per riuscire a recuperare fondi per il teatro, quindi è giusto che i bronesi sappiano che quando andranno a teatro, acquistando il biglietto pagheranno anche una parte dei servizi che l'amministrazione finanzia proprio grazie a loro». (d.z.)