No alla discarica, i Comuni non cedono

SANNAZZARO Muro contro muro: l'incontro previsto ieri tra Acta (la società che ha presentato il progetto per la discarica di amianto) e i quattro comuni (Ferrera, Sannazzaro, Mezzana Bigli e Scaldasole) interessati, per vicinanza logistica, allla cascina Gallona, il sito individuato per l'impianto, non ha prodotto alcuna ricomposizione. In discussione c'erano le compensazioni socio-ambientali nel caso in cui l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) desse in futuro il via libera all'impianto. Grande assente la Provincia di Pavia, in prima linea contro il progetto ma che ha disertato in fase interlocutoria ben due sedute consecutive, tanto più che i sindaci avrebbero giudicato molto utile la sua presenza visto che la trattativa sulle ipotetiche "compensazioni" si sarebbe concentrata in particolare su infrastrutture di carattere viabilistico. Giovanni Maggi, sindaco di Sannazzaro (rappresentava anche il sindaco Angelo Chiesa di Mezzana Bigli, impossibilitato a partecipare al summit), commenta: «Abbiamo ribadito la contrarietà alla localizzazione e alla realizzazione della discarica, poiché mancano le condizioni di compatibilità ambientale per la vicinanza ad un sito a rischio di incidente rilevante come la raffineria Eni. Per noi compensazioni o mitigazioni non possono controbilanciare i rischi». Il sindaco di Ferrera Erbognone, Roberto Scalabrin, aggiunge: «Rileviamo che la viabilità, di competenza provinciale, è manifestamente inadeguata al passaggio ipotetico di tanti mezzi pesanti e ogni mitigazione preposta non può eludere tale problema. Peccato che ieri all'appello siano mancati proprio i rappresentanti dell'amministrazione provinciale» . Intransigente la linea di Scaldasole anche se, proprio il comune guidati dal sindaco Alberto Bonandin, è stato l'unico a presentare una richiesta davvero originale di compensazione. Lo spiega lo stesso Bonandin: «Anche noi siamo allineati con gli altri comuni nella battaglia contro la discarica, sia chiaro. Nel malaugurato caso l'impianto dovesse essere però autorizzato, nonostante la nostra contrarietà dimostrata anche attraverso specifici ricorsi al Tar, chiediamo una possibile partecipazione finanziaria al piano Acta che consenta di abbassare il costo dei rifiuti alla nostra cittadinanza». «Ma solo di ipotesi si tratta – chiude Bonandin – nel caso in cui il malaugurato progetto dovesse andare in porto nonostante il nostro totale diniego». Paolo Calvi