Broni, rubata la corona di S. Contardo

BRONI Il parroco don Mario Bonati è affranto per il furto della corona di S. Contardo, a pochi giorni dalla conclusione della festa del santo patrono. «Sono veramente dispiaciuto per l'accaduto – ha sottolineato don Mario Bonati –. La corona non ha alcun valore economico, ma rappresenta molto per i bronesi. Oltretutto l'episodio è avvenuto a pochi giorni dalla conclusione della festa patronale, durante la quale tantissimi fedeli, provenienti anche dai paesi limitrofi e dal Piacentino, si sono avvicinati all'urna per pregare, a testimonianza della grande devozione verso questa figura». Quello di ieri non è il primo episodio sacrilego commesso ai danni dell'urna del patrono. Nel maggio del 2010, sempre in circostanze misteriose, era sparito l'anello del patrono, anche quello di scarso valore ma altrettanto simbolico. Non fu mai ritrovato, però un anello nuovo venne donato da un anonimo benefattore. (f.s.) S. Contardo d'Este morì nel 1249 sul Monte, dove adesso sorge la cappella a lui dedicata. Il nobile ferrarese era diretto in pellegrinaggio a Santiago di Compostela, in Spagna. Secondo la tradizione ed il culto, quando giunse a Broni si sentì male e si ritirò in preghiera sulla collina che sovrasta la città. Inizialmente il suo corpo venne seppellito nel cimitero vicino alla basilica. Non si conosceva ancora la sua identità, che venne svelata dall'Ossessa di Lirio, una sorta di veggente dell'epoca, che avvicinandosi al corpo esclamò: «Questo Contardo non mi lascia passare». Non si conosce l'anno preciso in cui il corpo venne portato in chiesa, ma sicuramente era l'ultimo sabato di agosto. Tanto che proprio in quella data la comunità parrocchiale festeggia la ricorrenza della traslazione, mentre in aprile viene ricordata la sua morte. Inizialmente il corpo di San Contardo si trovava in una casetta e in occasione della festa veniva esposta solo la testa del patrono. Il corpo fu ricomposto solo nel 1904 da una ditta specializzata di Milano. Quindi fu riportato a Broni in treno: un lungo corteo di fedeli accompagnò il corpo dalla stazione sino alla basilica. L'urna in cui riposa il santo venne donata dalla famiglia Estense, di cui Contardo era membro. Inizialmente era ricoperta da una serie di formelle lignee, che all'inizio del 1800 vennero sostituite con i vetri per permettere di vedere la figura del Santo. Le formelle vennero inizialmente collocate ai piedi dell'urna, mentre adesso sono custodite in un altro luogo. Da allora, ogni anno, centinaia di pellegrini arrivano da diversi paesi della zona per pregare accanto alla figura di S. Contardo. Nel corso del tempo Broni ha stretto un forte legame con Ferrara, città natale del Santo, e con Modena, dove Contardo è compatrono. Proprio pochi giorni fa, a 15 anni di distanza, è tornato in città l'arcivescovo di Ferrara, monsignor Luigi Negri. (f.s.) di Donatella Zorzetto wBRONI Dopo l'anello rubato quattro anni fa, ora è sparita anche la corona di S. Contardo, nella basilica di S. Pietro Apostolo, trafugata da mani sconosciute nella notte tra martedì e mercoledì. La scoperta del furto sacrilego è stata fatta dal sacrestano ieri mattina, durante il consueto giro di controllo all'apertura della chiesa. Un furto strano, che suscita più di un sospetto: perchè la corona non aveva valore intrinseco, essendo composta da semplice ottone argentato, ma solo un valore culturale, simbolico per i bronesi, dei quali S. Contardo è il patrono. I carabinieri di Broni e Stradella hanno aperto le indagini sul caso. E a tale proposito stanno esaminando il filmato della telecamera che è puntata proprio sulla statua del santo. Intanto, sulla base degli elementi raccolti, stanno ricostruendo il possibile scenario. Secondo quanto è emerso sino ad ora il furto sarebbe stato commesso in piena notte. Visto che non sono stati trovati segni di scasso, l'ipotesi più accreditata è quella secondo la quale il ladro sia entrato in chiesa durante la sera (la basilica è aperta dalle 7.30 alle 12 e dalle 15 alle 19) e sia rimasto nascosto fino all'orario di chiusura. Il suo intento, probabilmente, era quello di controllare se all'interno dell'edificio sacro vi fosse qualcosa di valore. La ricerca di denaro non ha dato frutti, poi l'attenzione dello sconosciuto è stata attratta dalla teca che custodisce le spoglie S. Contardo, che il parroco don Mario Bonati conferma essere stata ripulita il 30 agosto scorso, in occasione, appunto, della festa di S. Contardo. Il ladro deve essersi servito di uno sgabello o di una scaletta per raggiungere il suo obiettivo: ha tolto la corona alla statua e l'ha infilata, forse, in una borsa. Quindi si è nascosto di nuovo, fino a mattina. Il sacrestano ieri verso le 7.30 ha aperto le porte della chiesa. Tutto pareva normale: nessun movimento sospetto, nessuna cosa fuori posto. E mentre l'uomo faceva il consueto giro, il ladro deve essere uscito dal suo rifugio per infilare la porta e darsela a gambe. Il sacrestano non ha visto nulla. Solo dopo una decina di minuti, passando davanti alla statua di S. Contardo, si è accorto dell'accaduto: con sgomento ha notato che sulla testa della statua non c'era la corona e ha dato subito l'allarme al parroco, il quale ha chiesto l'intervento dei carabinieri. I militari di Broni sono arrivati sul posto e hanno ispezionato la chiesa. Poi hanno acquisito il filmato della telecamera, il cui "occhio" è puntato proprio su S. Contardo. Da ciò si conta di acquisire elementi utili all'identificazione del ladro. (ha collaborato Franco Scabrosetti)