Permessi sindacali, il taglio Nel 2015 ridotti a 207 ore

Maurizio Poggi (Uil) spiega la posizione del suo sindacato. «Premesso che non tutte le ore vengono utilizzate, la ritengo la solita boutade del presidente Renzi, che si guarda bene dal colpire i poteri forti e l'evasione fiscale, e mostra i muscoli contro la "casta" dei sindacalisti, senza però toccare minimamente quella dei politici. Il mio sindacato aveva calcolato che tra gettoni e pensioni per ex parlamentari, consiglieri o assessori regionali, si spendono 6 miliardi di euro l'anno. I sindacalisti distaccati che rientreranno saranno 800 in tutta Italia. E vi sarà, semmai, un aggravio della spesa, ad esempio per pagare straordinari o indennità». di Fabrizio Merli w PAVIA Permessi sindacali tagliati del 50 per cento ai delegati di palazzo Mezzabarba. Anche il Comune di Pavia applica quanto previsto nella legge del governo Renzi che, l'11 agosto, ha dettato le «misure per l'efficienza della pubblica amministrazione». E quindio «distacchi, aspettative e permessi sindacali, già attribuiti» sono «ridotti del cinquanta per cento per ciascuna associazione sindacale». Cosa significa, questo, per palazzo Mezzabarba? Attualmente, le ore di permesso vengono utilizzate da 15 delegati della Rappresentanza sindacale unitaria (che, però, non viene interessata dal taglio), 3 delegati della Cisl, 15 della Uil, 7 della Cgil e uno del Csa Regioni e autonomie locali. Nel 2014, il monte complessivo di 415 ore (poco meno di tre mesi, considerato che l'orario dei dipendenti comunali è di 36 ore la settimana) è stato ripartito sulla base di alcuni criteri che sono, in sostanza, la rappresentatività e le deleghe. In parole più semplici, i delegati Uil (il sindacato più forte in Comune) hanno avuto a disposizione 204 ore da dedicare all'attività sindacale, quelli della Cgil 146 ore, quelli della Cisl 51 e i delegati Csa, 14 ore. La Rsu ha avuto, invece, 304 ore a disposizione, ma, come detto, non è interessata dai tagli decisi dal governo. Il decreto convertito in legge lo scorso 11 agosto ha previsto che il dimezzamento delle ore decorra dal primo settembre. Questo significa che bisogna calcolarlo su quattro dodicesimi dell'anno, cioè sugli ultimi quattro mesi. La somma rideterminata porta, quindi, a 347 le ore complessive, di cui 170 alla Uil, 122 alla Cgil, 43 alla Cisl e 12 alla Csa Regioni. Ma dal primo gennaio 2015, a patto che il numero di dipendenti resti invariato, la decisione del governo renzi porterà il monte ore a disposizione di tutte le organizzazioni sindacali da 415 a 207. Di conseguenza saranno dimezzati anche i permessi sindacali delle rispettive sigle. La nuova norma riguardava anche altri ambiti. Ad esempio i distacchi, ossia il caso di dipendenti che sono in organico all'ente e ricevono lo stipendio, ma svolgono attività sindacale a tempo pieno. In Comune a Pavia i casi sono due: Maurizio Poggi (Uil) che, tuttavia, continuerà a fruire del distacco, e Cesare Bottiroli (Cgil), che è rientrato, ma è in aspettativa non retribuita in quanto è a carico della Cgil.