L'INTERVISTA »gianluca grignani
MIRADOLO TERME Dodici anni fa ha scelto le colline di Miradolo per mettere radici con la sua famiglia, perché in quei pendii – tra le province di Pavia, Lodi, Milano e poco più in là Piacenza – aveva già lasciato il cuore da bambino, quando andava a trovare lo zio a San Colombano al Lambro. Ed è proprio scendendo dalle sue amate colline che il cantautore Gianluca Grignani ha incontrato le persone che l'hanno ispirato per le canzoni del nuovo album (il decimo di una carriera ventennale) intitolato "A volte esagero" e uscito per Sony Music. Un progetto in cui di pavese ci sono anche i contributi dell'artista Marco Lodola – che ha ideato il "concept" del disegno della copertina del disco e ha prestato il suo studio come set per il servizio fotografico– e della fotografa Marcella Milani, autrice della foto della copertina e del servizio "backstage" che ritrae il cantautore al lavoro sul set, nello studio di Lodola. «Molte delle mie canzoni sono nate davanti alla finestra del mio studio che si affaccia sulla Bassa e sull'Oltrepo Pavese – racconta Grignani – Ho voluto una casa su queste colline per recuperare radici familiari, visto che mio nonno paterno era di Caselle Lurani, in provincia di Lodi, e i miei zii paterni hanno abitato qui per tutta la vita. A San Colombano, da bambino, passavo i fine settimana. Da parte di mia madre invece ho parenti in Emilia, fino a Riccione. Così, quando ho deciso di vivere in una casa di campagna, la scelta naturale è stata quella di un posto vicino a Milano e, non troppo lontano dall'Emilia. Sto esattamente al centro delle mie origini». Cosa la affascina di queste colline? «Mi permettono di avere un orizzonte. E poi sono un territorio protetto della speculazione edilizia da quando negli anni 2000 è stato istituito il Parco della Collina di San Colombano al Lambro». Le dieci canzoni di questo suo ultimo album come sono nate? «Dall'incontro con persone di questa grande provincia fatta di quattro anime: un po' pavese, un po' lodigiana, un po' milanese e un po' piacentina. In realtà per me non esiste più la distinzione tra provincia e grande città, almeno da quando c'è internet. Io parlo di persone normali alle persone normali, cerco di raccontare qualcosa di umano, quello che alla fine ci accomuna tutti, dalla provincia alla metropoli, in tutta l'Italia». Il titolo del disco, "A volte esagero", sembra far riferimento all'episodio che l'ha visto protagonista la scorsa estate sulla riviera romagnola, culminato con l'arrivo dei carabinieri. E' dunque un'ammissione di colpa? «Ma no, è solo un manifesto generazionale, che abbraccia anche più di una generazione. Dire "a volte esagero" è uno sfogo, un po' come dire "esagerare è umano". Penso al mio amico, si chiama Gianluca anche lui, abita in queste zone e tutte le mattine si alza alle sei per salire sui tralicci e tornare a casa alle nove di sera. Anche a lui capiterà di pensare "a volte esagero". E' una cosa umana. Tutti prima o poi esagerano e a me interessa raccontare le cose che succedono alle persone ogni giorno, non aneddoti da un mondo dorato. Questa mattina ero a radio Deejay e il complimento più bello che Linus mi ha fatto è stato: "questo album ha qualcosa da dire"». La collaborazione con i pavesi Marco Lodola e Marcella Milani continuerà anche dopo questo disco? «Certo: con Marco, che è un amico, stiamo lavorando anche al live e molto probabilmente farò le prove musicali in studio da lui, quelle che in linguaggio tecnico si chiamano le "prove palco". E mi auguro di avere nuove collaborazioni anche con Marcella, ormai un'altra amica. L'altra sera era a cena da me». Le date dei concerti sono già definite? «A ottobre apriremo le prevendite per due importanti eventi che si terranno a Roma e Milano all'inizio del 2015. Poi ci muoveremo in tutta Italia, il calendario uscirà tra un mese. Non vedo l'ora di iniziare». Marta Pizzocaro