Il vescovo protesta e il sindaco si scusa
Il due settembre appare in pubblico la locandina-manifesto della mostra e l'opposizione accusa subito di blasfemia l'immagine. Il capogruppo di Fratelli d'Italia al Comune, Maurizio Marrone, accusa: «Ecco la nuova frontiera dell'arte omosessuale che il Comune di Torino ha ritenuto di voler promuovere con il patrocinio». Interviene anche il vescovo: «In quel montaggio c'è la protervia di chi si crede al di sopra di ogni minima regola etica». Il sindaco Piero Fassino si scusa e ritira il patrocinio: lo annuncia l'assessore alla Cultura, Maurizio Braccialarghe. Lunedì ottocento persone partecipano all'inaugurazione della mostra.