Niente rinvio, la caccia apre il 21
PAVIA La Consulta faunistico-venatoria provinciale ha confermato la data di domenica 21 settembre per l'inizio della caccia. Confagricoltura e Confederazione italiana agricoltori (Cia) avevano chiesto lo slittamento dell'apertura della stagione per via del ritardo nella maturazione di riso e mais. La Provincia, però, ha ribadito che la caccia ad appostamento fisso, quella più diffusa, si svolgerà dal 21 settembre al 31 gennaio per tre giorni settimanali a scelta del cacciatore, come da calendario venatorio regionale, con l'integrazione di un giorno settimanale nel mese di novembre solo per la caccia alla fauna migratoria acquatica. Ieri a Robbio, al dibattito sullo stato dell'agricoltura provinciale, Luciano Nieto, direttore di Confagricoltura Pavia, ha polemizzato con l'assessore provinciale Michele Bozzano: «Ci saremmo aspettati un rinvio per tutelare migliaia di aziende agricole che traggono il loro reddito da riso e mais. Purtroppo, prendiamo atto che Piazza Italia ha favorito il mondo venatorio senza soffermarsi sul fatto che le condizioni meteorologiche dell'estate non hanno favorito la maturazione dei prodotti in campo». Bozzano, che ha la delega alle Riserve naturali, ha replicato con diplomazia di fronte a una platea composta di risicoltori: «La decisione presa dalla Consulta è dovuta a una serie di fattori». Il presidente Daniele Bosone è più esplicito: «Non c'erano i tempi tecnici per esaudire la richiesta del mondo agricolo. La Consulta ha tenuto conto anche di dettagli operativi, come il rilascio degli animali». Anche la Coldiretti si era rivolta alla Provincia. «Fin dalle prime riunioni avevamo chiesto di posticipare sia l'apertura sia la chiusura della caccia, ma era stato espresso parere negativo – spiega l'organizzazione presieduta da Wilma Pirola – Oggi molti raccolti sono ancora in campo e quindi potrebbero verificarsi problemi. Comunque, nell'ottica di una convivenza tra mondo agricolo e venatorio, chiediamo alle guardie di vigilare che tutti si comportino correttamente e ci aspettiamo che i cacciatori rispettino il lavoro degli agricoltori». Umberto De Agostino