Zaza e Bonucci L'Italia fulmina la Norvegia
di Alessandro Bernini La domanda sorge spontanea: vista l'esultanza di Conte dopo i gol di Zaza e Bonucci, cosa succede se questo vince un Mondiale? Ma sì, scherziamoci su perché il risultato tutto sommato ce lo consente. Dopo 77 anni l'Italia torna a vincere in Norvegia, regala la seconda vittoria a Conte e pianta la prima bandierina nel facile risiko che dovrebbe condurla a conquistare un posto nella fase finale in Francia. La regola numero 1. Ha vinto la squadra più forte, come dovrebbe essere sempre nel calcio. Il che non significa in automatico che la squadra più forte abbia anche giocato bene. All'Italia è mancata un po' di continuità nella manovra, dopo il gol di Zaza al 16' abbiamo perso metri e fluidità. La ricerca continua del gioco sulle fasce, chiamando in causa De Sciglio a sinistra e Darmian a destra, doveva essere un modo per aprire il gioco, invece talvolta si trasformata in una strada a senso unico dove siamo finiti in un ingorgo. Niente di grave, siamo agli inizi della cura-Conte. Con Prandelli c'era la ricerca esasperata del palleggio, qui si cerca la profondità ed è chiaro che certi meccanismi hanno bisogno di tempo. Rebus centrocampo. Senza Marchisio e Pirlo, era interessante scoprire che aria tira in mezzo al campo. Cambiano gli allenatori ma non cambia la ritrosia nel far giocare Verratti (ma non era il vice Pirlo?). Così così Giaccherini che invece fa impazzire gli allenatori e lascia perplesso il resto del mondo, mentre è andato malino Florenzi che sulla carta doveva giocare alla "Vidal" e invece si è perso sul centrodestra. In questo contesto ci si aspettava qualcosa di più da De Rossi. Che invece, preso nella morsa di Johansen e Jenssen, ha fatto fatica ad andare basso a prendere palla. Costringendo Ranocchia e Bonucci a diventare i trampolini per far ripartire la manovra. Non il massimo della vita. Bravo Zaza. Il nostro eroe alla fine è stato un ragazzo che 70 giorni fa si guardava il Mondiale in hd, alla televisione, e alla Nazionale neanche ci pensava: Simone Zaza. Magari fortunato vista la deviazione sul suo sinistro, ma bravo a crederci sempre, bravo ad andare in cerca di spazi per il tiro, bravo a sbattersi per una sponda. Decisamente meglio rispetto a Immobile che in tutta la partita avrà avuto sì e no due palloni giocabili e al 90' è uscito in barella. Cambio di marcia. L'Italia è partita bene, nei primi minuti dava la sensazione di poter divorare la Norvegia da un momento all'altro. E in effetti il gol di Zaza è sembrata la logica conseguenza di un netto divario tecnico. Sull'1-0 però il pressing della Norvegia ha inaridito il gioco dell'Italia e in quei minuti ci è mancato il cambio di marcia. Va anche detto che non abbiamo mai corso veri pericoli, solo qualche puntatina del mobile King, ma niente di inquietante. Nel secondo tempo Conte ha inserito dopo poco Pasqual al posto di Darmian, e dopo neanche 60" proprio da un cross del viola è arrivato il colpo di testa vincente di Bonucci. Che ha chiuso il conto e ci ha tolto eventuali ansie per l'ultima mezzora quando abbiamo sfiorato il 3-0. Conte può essere abbastanza contento. Per ora va bene così, perché gli avversari sono malleabili ed è sufficiente non far danni. Concetto valido anche per la prossima partita, in programma il 10 ottobre quando a Palermo riceveremo l'Azerbaigian. Altro giro di risiko per mettere le mani sull'Europa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA