Un punto e la Pro è contenta così
VIGEVANO «Si segna meno, ma se ne prendono meno»: Sergio Baraldo, direttore sportivo della Pro Vigevano, è uno abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno. Un inizio di stagione con un pari a reti inviolate per lui è già un buon segnale. Significa che la Pro Vigevano,che nella passata stagione iniziò subendo una goleada, quest'anno ha registrato la difesa e nelle speranze di Baraldo non dovrà arrancare dietro la salvezza, come accadde pochi mesi fa. Per gli amanti della statistica e della scaramanzia, poi, l'ultima volta che Baraldo iniziò l'Eccelenza con un pari era con i cugini del Vigevano a Cinisello,nell'anno in cui poi vinse il campionato. Per il tecnico Dino Lavenia ci sono spiegazioni invece più "scientifiche". «Abbiamo nelle gambe – spiega – solo 18 giorni di preparazione. In fase di non possesso riusciamo a gestire meglio, ma quando dobbiamo attaccare ci vuole più ossigeno e non siamo ancora pronti». Insomma ieri al centro sportivo Antona è stata giornata di buoni auspici e il debutto in Eccellena con la Solbiasommese è un punto guadagnato, alla luce del fatto che nella precedente stagione la Pro Vigevano finì per essere la seconda peggior difesa del campionato. Anche perchè gli avversari si sono palesati squadra stagna in difesa, e veloce in attacco, leziosa solo quel po' per evitare di infilare gli avversari. Se infatti in mezzo alla difesa la coppia Picco-Fusco si dimostra affiatata, e mena fendenti a destra e manca, al punto che un'ammonizione non avrebbe fatto male, in attacco spesso e volentieri Adzaip, La Iacona e Urso, si pestano i piedi davanti a un Bognetti, impeccabile in quasi tutte le occasioni. Sul carnet dell'ex Novara pesa solo una barriera messa fuori sincrono nel finale, che La Iacona scavalca con facilità, mandando però la palla a lato. Il giovane si rifà però piazzando un paio di interventi dalla distanza ravvicinata sui piedi degli attaccanti avversari e salvando davvero il risultato. In attacco la Pro Vigevano non crea gran che. Giallonardo è ancora un po' ingolfato, mentre Brundu, classe '96, è una bella notizia. Corre, crea e tocca la palla proprio bene. Vede corridoi dove gli altri individuano solo calzettoni e tacchetti. Peccato l'esigua struttura fisica. Il ragazzo comunque si farà e con Giallonardo in futuro potrebbe comporre una coppia interessante, sia per la varietà delle doti fisiche che per quelle tecniche. Andrea Ballone