Istanza alla Corte indiana «Latorre rientri in Italia»
ROMA Far rientrare in Italia Massimiliano Latorre: è la richiesta che i legali del marò presenteranno lunedì alla Corte suprema dell'India. Motivazione: la stringente necessità che, dopo l'attacco ischemico transitorio (Tia) subito a New Delhi, Latorre possa recuperare completamente in un ambiente sereno e privo di stress. L'istanza del team legale che si occupa dei fucilieri chiederà quindi che il militare sia autorizzato a proseguire le terapie riabilitative in Italia. Ambienti della Difesa hanno precisato anche che «una prima udienza si svolgerà già lunedì». L'istanza sarà illustrata dai legali nell'ambito di un'udienza fissata per chiudere definitivamente la procedura realizzata nelle scorse settimane del rinnovo delle garanzie bancarie per la libertà dietro cauzione di Latorre e Girone. In essa gli avvocati chiederanno che la "application" sia esaminata il giorno stesso. Cosa che si ritiene molto probabile. A questo fine è stato presentato un documento di una settantina di pagine suddiviso per motivi tecnici in due parti: la prima riguardante una modifica delle condizioni della libertà provvisoria (impossibilità ad esempio di recarsi al commissariato di polizia per la firma settimanale) e la seconda con la articolata richiesta di ritorno in Italia. Questo progetto, è stato approvato durante la visita a New Delhi l'1 settembre scorso del ministro della Difesa Roberta Pinotti. Oltre a sincerarsi di persona delle condizioni di salute di Latorre, in quella occasione il ministro tenne una lunga riunione con i legali indiani. A proposito delle motivazioni dell'istanza, queste non si basano tanto sull'esistenza di cure migliori in Italia rispetto all'India, quanto sul fatto che «patologie come le ischemie cerebrali tendono a recidivare» anche a causa di fattori ambientali. E che quindi - si sostiene - è assolutamente necessario eliminare elementi di rischio, come è lo stress per il perdurare di una situazione di blocco in India da due anni e sei mesi senza immediate vie d'uscita, e permettere al paziente di recuperare pienamente in un ambiente di serenità e vicino alle persone care. Intanto il capo di prima classe della Marina Latorre ha concluso una settimana di ricovero in un reparto di neurologia di un avanzato ospedale indiano della capitale. Le sue condizioni vengono definite «in continuo miglioramento», tanto che i sanitari stanno valutando l'opportunità di dimetterlo già domani. Se però sul piano pratico c'è stato un evidente deciso recupero da parte del militare, resta il dilemma sulle cause profonde che hanno contribuito a scatenare l'ischemia, una patologia che, hanno detto i medici indiani, «non è normale in un soggetto così giovane». A questo fine, si è appreso, arriva a New Delhi il capitano Salvatore Mendicini, neurologo e direttore dell'ospedale militare di Taranto.