«Per Cassolnovo era semplicemente Dario»
CASSOLNOVO Varcata la soglia della chiesa di San Bartolomeo, Dario Invernizzi ha smesso agli occhi dei fedeli i panni dell'uomo politico, scomparso mercoledì a 50 anni. «Mi scuso con le autorità presenti – ha detto durante l'omelia del funerale il diacono Alberto Ascani – ma per noi il dottor Invernizzi era solo Dario. Ora mi rivolgerò ai famigliari». E nel ricordo di Dario riappare nelle parole di Ascani il ragazzino, il "bel fiulon" che a 17 anni si iscrisse al coro, ma che dopo qualche mese iniziò a bigiare perchè aveva trovato una fidanzata. Ascani, che quel coro lo ha fondato, ha voluto ricordare il giovane "tombeur de femme", con il sorriso aperto e la parlata dalle vocali larghe. Il Dario che tutti i lunedì di San Defendente stava un'ora sullo scurolo. «Devo parlare con Lui, diceva, ho tante cose da dirgli». Anche quest'anno, seppure già malato non aveva voluto mancare. Con il procedere della malattia Invernizzi è voluto tornare a Cassolnovo per guardare dalla sua finestra «l'imbiondire del riso nella sua Lomellina». Nel 2005 Dario Invernizzi aveva sposato Laura Mandelli, in un matrimonio celebrato dall'amico Alberto Ascani. Cinque anni fa la nascita della figlia. Ieri i politici pavesi sono venuti a Cassolnono a rendergli omaggio, ma più di tutti c'erano gli amici e compagni di partito: Mino Ferrari, Franco Garlaschè, Estenio Barca e Paolo Motta. Gli stessi che nel 1994 fondarono con lui il primo club di Forza Italia, che ancora oggi nei ricordi a loro appare un'avventura fantastica. «Quando fondammo il club a Cassolnovo – ricorda Paolo Motta, consigliere provinciale e a lungo vice sindaco – vennero dall'Inghilterra per intervistarci. Gli sembrava strano che in un paese così piccolo fosse nato un club di Forza Italia. Noi eravamo felici ed eccitati. Da quel momento sono iniziati anni bellissimi». (a.bal.)