Prezzi uve, Pinot nero mai così in basso
di Fabrizio Guerrini wBRONI Prezzi in calo (punito soprattutto il pregiato pinot nero), basse rese, spese aziendali in crescita per combattere, in vigna, la muffa grigia e per rafforzare, in cantina, gradazione e carattere dei futuri vini: la vendemmia 2014 non sarà ricordata nella categoria «annate eccellenti» e neppure in quelle «buone». Per Assoenologi è la sesta peggior vendemmia, dal dopoguerra ad oggi . «In Oltrepo – afferma Assoenologi – si stima un 15 per cento di produzioni in meno. Le prime analisi evidenziano mosti con un accumulo zuccherino inferiore alla norma». Diradamenti obbligatori e non solo: le piogge estive hanno intaccato le uve precoci, chardonnay e pinot. Si è dovuto fare i conti con brutti clienti come peronospora, oidio e botrite: conti salati sul fronte trattamenti (anche più15/20 per cento sulle spese di una vendemmia standard). Non solo. L'Oltrepo dovrà, forse, come accadrà in altre zone italiane, rafforzare il carattere della produzione 2014: il mercato dei mosti concentrati rettificati, che migliorano tono e colore di vini da annate deboli, è l'unico che è davvero in crescita. Vendremmia «bassa» insomma: lontano ricordo l'annata record 2006 o i 426mila ettolitri di vini Doc lavorati in Oltrepo nel 2009. E, se si guarda ai prezzi, si spengono gli ultimi sorrisi. Secondo diversi e qualificati operatori di mercato l'annata 2014 sarà ricordata come quella in cui la quotazione del Pinot Nero ha toccato il fondo. O risalirà nei prossimi anni o l'intera filosofia produttiva di quest'uva d'elite (base spumante o per vinificazioni in rossi di fascia alta) dovrà essere rivista. Per un quintale di pinot nero raccolto non si si superano, se non in casi particolari, i 50/55 euro quintale (Iva esclusa). Ovvero quasi la stessa quotazione delle basi bonarda (croatina e barbera). La rossa di punta vale come la rossa di «movimento»: è come se, nel calciomercato, un giocatore tipo Cristiano Ronaldo a un certo punto valga, con il dovuto rispetto del ruolo, con uno del tipo Montolivo. Il pinot nero chiede attenzioni particolari sia in vigna che in cantina ed è da tempo considerato il «tesoretto» d'Oltrepo (una delle più importanti zone di produzione al mondo dovre hanno attinto a piene mani quotati spumantieri nazionali). Uva destinata, altrove, a una logica di imbottigliamento in loco (spumanti di classe e vinificati in rosso). Il Pinot grigio si coltiva per venderlo fuori zona, il nero per dare immagine a quella zona. Ma il mercato non la premia: si paga molto di più il pinot grigio che tira sui mercati globali (70-75 euro al quintale) o il moscato in tutte le sue declinazioni (75/80 euro). «Produrre pinot nero con questi chiari di luna, non è esaltante» commenta un produttore. Ma il discorso va oltre il grappolo e passa per la vigna che lo produce. Parlano i raffronti con aree con cui potrebbe competere il Pinot nero d'Oltrepo. I numeri non mentono. Per quanto sia una vendemmia difficile anche in Veneto, un Prosecco doc della Valdobbiadene si paga ancora circa 200 euro al quintale. E in quell'area una vigna la paghi 300-400 mila euro ettaro contro i 50/60 mila di un vigneto davvero pregiato d'Oltrepo. Valorizzare il territorio, compensare la logica del vino sfuso con vini imbottigliati nei confini di produzione: sono queste le indicazioni degli esperti. Ma per i produttori d'Oltrepo è in gioco la sopravvivenza delle aziende. I prezzi li fa il mercato e il mercato zavorra le produzioni Doc. «Poi bisogna definire cosa è il mercato dell'uva in Oltrepo» suggerisce un mediatore con un ghigno: «Perchè il mercato dell'uva in Oltrepo non esiste. Ci sono mille mercati. Ci sono le Cantine sociali che fanno i loro prezzi e i grandi imbottigliatori che decidono cosa far coltivare. Ci si deve arrangiare Doc, Igt? Conta chi ti paga». Sullo sfondo del declino del Pinot nero la lunga crisi di «La Versa», la Cantina sociale che trasformava la base spumante in spumanti ad alto gradimento sui mercati. La Versa pigia sempre meno, paga, se va bene, con un anno di ritardo le vendemmie, punta ora su rossi e moscato e aspetta qualcuno che la salvi: visti da qui i 50 euro al quintale del pinot nero sono manna dal cielo.