Senza Titolo
IMMOBILI Prezzi assurdi per il mattone pavese n Anche a Pavia è oramai evidente il persistente crollo del mercato immobiliare sia per le compravendite che i per prezzi di mercato e le "previsioni ottimistiche" espresse dalle agenzie immobiliari in tutti questi anni siano state decisamente sbagliate. I prezzi degli immobili a Pavia sono ancora troppo elevati, in centro storico addirittura a € 4.500 al metro quadrato. Una follia se rapportato ai prezzi degli immobili in altri città europee. Tutti noi ci eravamo abituati alla propaganda di "solide realtà" di un mattone che non ti tradisce mai, e che ogni anno aumentava di qualche punto percentuale il proprio valore. Così è stato fino al 2007, portando i prezzi degli immobili a Pavia assolutamente "fuori mercato" con richieste anche oltre € 5.000 al metro quadrato. Pavia città di elite e palazzinari? Forse lo è stata fino ai giorni nostri quando la crisi ci ha destato dal nostro torpore provinciale e riportato con i piedi per terra. Basta girare il centro storico per vedere le vetrine delle agenzia immobiliari ed i cartelli affissi con la scritta "vendesi" per rendersene conto. Pavia è una bella città, sicuramente vivibile ma ciò non giustifica che sia cara come Berlino. Guido Marchese Pavia AMORE Cuore di nonna per la sua nipotina n Così tu mi appari enigmatica come Monna Lisa, nella gigantografia appesa alla parete, in posa come consumata attrice. Col tuo sguardo mi catturi, mi chiami; i tuoi grandi occhi scuri e la bocca ben disegnata ma chiusa al sorriso. Chissà cosa pensavi quando lo scatto ti immortalò nel tuo bel vestito bianco, le rose rosse ad ornarlo, la mano alzata e un dito puntato, verso chi poi? Ma quando entro in quella sala e ti rivedo penso a quanto mi manchi: adesso cosa starai facendo? Se ridi o se piangi, forse stai giocando oppure dormi o strilli con il tuo fratellino. Quante cose che io non vivrò… Ci sarò per te quando sarai più grande! Il tempo passa più per me che per te che hai davanti tutta una vita. Poi quando la distanza che non ci fa vivere vicini si accorcia, tutto si placa nella gioia di poterti rivedere. Una monellina di due anni con un sorriso impertinente; quel peperino tutto rosa che profuma di buono e passa dalla risata argentina al pianto più disperato in pochi attimi. L'asilo tra un po', più avanti la scuola, forse nuoto o danza: avrai una vita intensa! I vestiti con le spalline, i jeans attillati, le magliette a stampa, nastrini e mollette tra i capelli, bracciali e collanine, le tue bambole abbandonate sul divano, le amichette e i grandi segreti; avrai lunghi capelli divisi in trecce, lo smalto blu sulle unghie, collant colorati e lo specchio come amico per i tuoi primi sguardi… Crescerai, troppo in fretta perché ne avrai la smania, in te rivedrò con orgoglio qualcosa di importante che ho lasciato. Semplicemente una lettera: è quello che ti lascio; a testimoniare il bene immenso che provo per te. Mia dolce Beatrice sono solo parole; parole che scivoleranno tra le tue lunghe dita per, spero, accarezzarti il cuore. La tua nonna Anna. Anna Raggi Pavia PAVIA Nuovo sindaco ... e noi paghiamo n Rientrato a Pavia noto, purtroppo senza alcuna sorpresa, che il nuovo sindaco della mia città non ha avuto difficoltà ad adeguarsi agli standard nazionali. Cambiano i nomi di partiti e movimenti, alcuni cambiano persino colori e simboli, ma l'imperativo rimane lo stesso: aumentare le tasse! Il cittadino è un bancomat sempre aperto, anche per i sindaci nuovi e "inesperti ". Alessandro Mezzadra POVERA ITALIA Cena rovinata per colpa del fisco n Tasi, Tari, Imu, Irpef, Iva... Potrei andare avanti ma sicuramente dimenticherei qualcuna delle decine di tasse e imposte che gravano sulle spalle del povero italiano, pronto a dare il suo onesto contributo anche alle tasche dei privati nel momento in cui trova il tempo, la voglia (e soprattutto il portafoglio), per concedersi una serata di svago con una cena fuori. Ma aihmè, la cena può finire con un peso sullo stomaco per il conto! E non perché sia una rapina rispetto a come e quanto si è mangiato o bevuto, ma perché nemmeno in quel momento è concesso al povero contribuente di potersi affrancare dall'orda di contraddizioni che avvolge il sistema fiscale italiano. Mi spiego meglio. L'altra sera avrei voluto pagare con il bancomat la succulenta cenetta che io e la mia compagna abbiamo consumato in un bel localino in riviera. Non mi ero accorto entrando (come mi ha fatto notare il titolare al momento di onorare il conto) che sulla porta c'era un cartello recante l'indicazione che "non si accettavano pagamenti Pos". C'è una legge per cui posso pretenderlo se spendo oltre 30 euro, ho insistito. «Ma quella stessa legge dice che io non sono tenuto a utilizzare il Pos», ha replicato il ristoratore. In realtà, mi sono poi informato, la legge lo obbligherebbe a installare la macchinetta per il bancomat, ma non ha previsto multe nel caso in cui non lo faccia. Ma come, approvano una legge per far pagare le tasse e non prevedono sanzioni se non lo faccio? Ma allora... eliminate tutto con un colpo di penna e consegniamo il Paese serenamente al fallimento dei conti. Almeno affonderemo insieme sbandieramento una virtù: la coerenza. Siro Zangrandi Pieve Porto Morone