«Vent'anni al servizio della Lomellina»
CASSOLNOVO Il 3 luglio 1994, quando l'Italia si stava preparando alla sfida mondiale con la Nigeria, Dario Invernizzi aveva altri pensieri, perché alle 21 avrebbe inaugurato il Club di Forza Italia di Cassolnovo. È cominciata così la carriera politica del politico cassolese, morto mercoledì sera in casa, a 49 anni, per un tumore. In quel luglio 1994 da pochi mesi era sceso in campo Berlusconi e Dario Invernizzi, futuro assessore provinciale e presidente di Asm, iniziava una nuova avventura politica. Quella sera nei ricordi di Giampietro Pacinotti, portavoce provinciale di Forza Italia, il rinfresco fu qualcosa di casalingo: «Qualche pasticcino, una bottiglia di spumante». Dopo un anno Invernizzi, avvocato con il pallino della politica, era candidato sindaco. Avrebbe perso, ma era un incidente di percorso. Ci credeva e andò avanti. «Venne da me per un consiglio qualche tempo dopo – ricorda l'ex assessore regionale Giancarlo Abelli – anche se ero un politico della prima repubblica, visto che allora ero nel Cdu di Formigoni. Capiva che contava anche l'esperienza e quando entrai in Forza Italia cominciammo a sentirci spesso». Iniziò un periodo per molti indimenticabile. «C'era l'entusiasmo – ricorda Pacinotti – e la voglia di essere in un partito che poteva dare risposte agli italiani». Arrivò il 1997 e l'assessorato provinciale. La Lomellina faceva riferimento a lui, un politico capace di restare un punto fisso nel mondo politico anche nei momenti difficili. E anche dopo le sconfitte gli si allargava sul volto il sorriso da scavezzacollo, con l'aria di quello che si sta divertendo. La toga da avvocato la vestiva solo per aiutare qualche amico, ormai Dario era la politica. «Con lui – ricorda l'ex sindaco di Vigevano Ambrogio Cotta Ramusino – abbiamo realizzato il palazzetto dello sport e il quarto e quinto lotto. Io ero più vecchio, ma godevo della sua esperienza politica». E poi c'erano i progetti per il futuro, ad esempio quello di riportare Forza Italia agli antichi fasti anche in provincia di Pavia. «Una sera ci incontrammo fuori dalla piscina – ricorda Carlo Pizzi consigliere comunale di Civiltà vigevanese e assessore nella giunta di centrosinistra di Valerio Bonecchi degli anni Novanta – e mi disse di andare con lui nel Pdl. Avremmo formato un gruppo di socialisti pavesi all'interno del suo partito». Negli anni il ragazzo era diventato un uomo politico: non era più lui a chiedere consiglio, ma a darne. Sempre in prima linea e in nuove avventure, come quella del Basket Vigevano salvato grazie allo sponsor Miro Radici, che lui stesso aveva portato in città. Si era appassionato e seguiva la squadra anche in trasferta con sua moglie Laura Mandelli. Dario è anche diventato padre di una bambina, che ora ha 5 anni. Nel 2013 era stato candidato alla Camera. Intanto era arrivata la malattia, che ne aveva debilitato il fisico ma non lo spirito. Non appena poteva tornava alla politica, anche a Cassolnovo. Invernizzi ha ricompattato il centrodestra della sua città in vista delle elezioni amministrative di maggio e stava già lavorando alle elezioni vigevanesi del prossimo anno, ma la malattia ha prevalso. I funerali si terranno oggi alle 15 a Cassolnovo nella chiesa parrocchiale. Andrea Ballone