«Morto nel fiume, fu un incidente»

PAVIA Un incidente. La procura di Pavia, che sul caso ha indagato insieme a quella di Lodi, si prepara ad archiviare con questa conclusione la morte di Ruslan Panas, il giovane di 22 anni scomparso alla fine di luglio all'uscita della discoteca Sole luna di Linarolo e trovato senza vita, tre giorni dopo, nelle acque del Po, all'imbarcadero di Somaglia, in provincia di Lodi. La relazione del medico legale Marco Ballardini, che ha eseguito l'autopsia, deve ancora essere depositata, ma la conclusione delle indagini della squadra mobile non lasciano dubbi né spiragli per ulteriori verifiche. La relazione, che è stata comunicata al sostituto procuratore di Pavia Mario Andrigo, conclude per «l'evento accidentale». Un risultato a cui si è arrivati in particolare attraverso l'esame del corpo del ragazzo, subito dopo il ritrovamento in acqua, da cui era emersa l'assenza di segni di violenza o comunque di tracce che potessero far pensare a un'aggressione. Ma la relazione dei poliziotti è stata stilata anche attraverso le testimonianze degli amici, che erano rimasti con il ragazzo fino a tardi in discoteca, e del personale del locale. In base a questi racconti, il giovane sarebbe stato visto per l'ultima volta dal custode della discoteca verso le 6 del mattino. L'uomo ha dichiarato di averlo visto fuori dal locale, che aspettava gli amici. E poi più nulla. Gli agenti, proprio per chiarire gli ultimi istanti di vita del ragazzo, avevano perlustrato la riva del fiume, che dista dal locale poche decine di metri, ma non avevano trovato tracce particolari in grado di spingere le indagini verso una direzione diversa dall'ipotesi di una caduta accidentale in acqua. Inoltre, dalle testimonianze raccolte dai poliziotti, il ragazzo, che aveva trascorso nel locale tutta la serata fino all'alba di sabato, aveva bevuto parecchi drink. La ricostruzione più probabile, secondo i poliziotti, è che il giovane si sia sentito male e si sia avvicinato troppo alla riva del fiume, perdendo l'equilibrio e cadendo in acqua. Il dato certo è che il 22enne non sapeva nuotare e potrebbe quindi non essere riuscito a risale. Una conclusione che difficilmente potrà essere ribaltata dalla relazione finale dell'autopsia, visto che già i primi accertamenti avevano confermato la morte per annegamento. (m. fio.)