Edilizia nel baratro, persi cento posti

L'edilizia è in crisi in tutta la zona e non solo a Pieve del Cairo. Anche a Sannazzaro da tre anni non decollano due grandi lottizzazioni. I piani sono "congelati" nonostante le autorizzazioni comunali. Tutto fermo in via Gorana, sul lato della ferrovia, con oltre venti villette rimaste solo sulla carta; ferma anche la lottizzazione e in proprietà Negri nel rione Contò dove, delle dodici ville ipotizzate, solo una ha visto la luce. L'immobilismo è la nota dominante anche nelle aree artigianali e industriali. E' nata una rotatoria per la lottizzazione dell'area Mezzano, ma oltre la struttura stradale non si è ancora andati. Unico spiraglio l'ipotesi di insediamento di un market discount in via Pavia (nella foto), in un appezzamento oggi incolto di proprietà privata e posto tra il lavaggio automatico e l'ex Consorzio Agrario Provinciale. Per l'area c'è l'interessamento di un'impresa bergamasca. PIEVE DEL CAIRO Cantieri fermi e un centinaio di persone che negli ultimi anni ha perso il lavoro. «L'edilizia è il termometro della crisi. Nella bassa Lomellina la situazione è ben oltre la soglia d'allarme»: così si esprime Massimo Vidal (Cgil-Fillea) in un'analisi generale che vede in Pieve del Cairo, storica "capitale" dell'edilizia nella Bassa Lomellina, epicentro della congiuntura sfavorevole con una sola azienda rimasta delle quattro grandi in attività solo due anni fa. Di quelle che lavoravano a pieno regime (la Pecora Spa, la Brogioli, la Nova Cava Capettini e la Coggiola Costruzioni: oltre centocinquanta lavoratori impiegati complessivamente) in vita sono oggi rimasti la sola Brogioli e qualche piccolo artigiano: poche decine di lavoratori in tutto. Il resto? Vidal riepiloga: «La Capettini di Pieve è in concordato ed è commissariata. I 18 dipendenti rimasti sono in cassa integrazione straordinaria sino all'aprile 2015. Seguirà la chiusura effettiva. E poi la storica impresa Pecora, specializzata nelle grandi opere stradali come fognature, impianti di depurazione ed asfalti, altro baluardo della tradizione edilizia di Pieve del Cairo, arrivata al fallimento con i 32 dipendenti che riscuoteranno l'assegno di disoccupazione sino al dicembre 2015. Dopo ci sarà il vuoto». Non è tutto. «Notizie negative vengono anche da altre medie aziende lomelline – prosegue Vidal – La Rdb ha chiuso il comparto dei capannoni prefabbricati di Lomello: altri dieci posti di lavoro perduti e cassa integrazione almeno sino alla fine di questo mese di settembre. Quindi la Mp di Mezzana Bigli, azienda di prefabbricati in cemento armato, che ha oggi 16 persone in cassa integrazione straordinaria in scadenza la primavera prossima. A reggere sono solo la Brogioli e pochi artigiani impegnati in piccole ristrutturazione sul patrimonio immobiliare esistente. Il resto è al collasso». Se il sindacato tira le somme di cifre drammatiche, la dimostrazione di una crisi edilizia imperante arriva dal sindaco di Pieve del Cairo, Paolo Roberto Ansandri, che conferma: «La crisi edilizia, in un comune come il nostro che è stato per decenni il fulcro lomellino del settore, è pesantemente sentita. Disoccupati e cassintegrati sono al massimo storico. Almeno settanta famiglie vivono al limite della soglia di povertà. Si cominciò con la chiusura della Coggiola per arrivare al trauma odierno». «Del resto – conferma il sindaco – da noi sono almeno quattro anni che non si costruisce più una nuova abitazione; solo qualche ristrutturazione dell'esistente. I nostri muratori cercano sbocchi in altri settori o migrano verso le grandi città dove ancora qualcosa sopravvive. Della nostra storica tradizione nell'edilizia non è rimasto quasi nulla». Paolo Calvi