Barista sequestrato per svuotare le slot

SCALDASOLE Uno dei tre componenti la banda lo ha tenuto sotto sequestro per oltre mezz'ora nella cucina del retro del Bar Family, sotto il tiro di una pistola. Gli altri due complici hanno dapprima sradicato la telecamera del servizio di videosorveglianza, per evitare di essere ripresi nel corso della loro scorribanda; poi sono entrati nella sala giochi del bar. Mani ed arnesi da scasso sulla batteria di sei slot machine e sul cambia monete; quindi, dopo mezz'ora circa dal sequestro, hanno liberato il gestore del locale ed hanno preso il volo con la videocamera e con un bottino in contanti di non meno di 4mila euro. E' accaduto ieri mattina poco dopo le 5 al Bar Family, in piena via Piave, la strada principale di Scaldasole. I tre banditi, con il volto nascosto da passamontagna, hanno atteso nell'oscurità del cortiletto retrostante il bar che il titolare, Edoardo Tonioli di 52 anni, arrivasse in macchina per aprire come ogni mattina il locale. Il titolare si è però trovato di fronte a tre incappucciati e a una pistola spianata. I tre gli hanno chiesto di aprire il retro del locale. Uno dei tre ha poi trattenuto Tonioli nella cucina retrostante la sala di servizio e per il gestore è cominciata una mezz'ora di paura, nel silenzio assoluto del primo mattino. Un complice a fare da guardia con la pistola in mano al malcapitato gestore; gli altri due impegnati a sradicare dapprima la videocamera e poi le casse delle sei slot e del cambiamonete. Operazione che ha comportato una mezz'ora di lavoro. «Non sono stato minacciato – racconta con un fil di vice Edoardo Tonioli – ma ho temuto, per la mia pelle quando mi sono trovato quella pistola davanti. Ci hanno messo mezz'ora, ma mi è sembrata un'eternità. Poi, ad opera finita, mi hanno chiesto di aprire la porta principale del locale, che dà su via Piave. E da li se ne sono andati». Ed ancora: «E' forse la decima volta, tra furti e rapine più o meno riuscite, che il mio bar riceve visite sgradite. Questa volta sono stato vittima e testimone diretto del furto. E devo dire di aver avuto paura». I tre sono usciti dopo il colpo e ad attenderli in una strada laterale a via Piave c'era un'auto, con probabilmente un quarto uomo a bordo. Così i rapinatori hanno preso il largo facendo perdere le tracce nonostante l'arrivo dei carabinieri della vicina stazione di Sannazzaro, che hanno subito avviato le indagini. Paolo Calvi