Mortara, apre lo sportello affitti

MORTARA Lunedì 15 settembre apre lo sportello affitti a Mortara ed è atteso un boom di richieste dopo le 39 approvate lo scorso anno. Anche perché i parametri sono meno stringenti rispetto a quello del 2013, quando in tutto le domande presentate erano state 43 (solo 4 quelle non accolte perché non rispettavano i paletti del bando). «La situazione abitativa in città è drammatica – sottolinea l'assessore al Sociale Elio Pecchenino – Vediamo ogni giorno casi di sfratti esecutivi, a volte con minori che poi vengono separati dalle famiglie ed affidati ad altre strutture su ordine del tribunale, con costi che ricadono sul Comune». La soluzione? «Si taglia da altre parti del bilancio dove ci sono spese che possono non essere fatte: vedi il pedibus che ci sarà ancora, ma sarà gratis per l'amministrazione – risponde Pecchenino – Non ci sono più le disponibilità di prima ed aiutare chi è in difficoltà è la priorità di chi amministra». Questo vale anche per i contributi per gli affitti. La Regione infatti ha messo a disposizione 39 milioni di euro per tutti i Comuni lombardi. Il resto lo faranno i Comuni mettendo a disposizione il 40% delle assegnazioni di contributi per gli affitti. Due le fasce di aiuto: la prima, per chi ha un reddito Isee da 0 a 5500 euro, potrà avere fino a 2mila euro, la seconda, fino a 9.500 euro Isee, con un aiuto massimo di 1000 euro. Lo sportello sarà aperto il lunedì, martedì e giovedì in municipio negli orari d'ufficio: «Le domande – spiega la dipendente comunale incaricata – verranno inserite in presenza dell'utente e si capirà subito se rientra nei parametri del bando. Una volta accolta la domanda, bisognerà attendere la chiusura del bando, cioè il 31 ottobre, per avere un quadro delle assegnazioni in base alle domande fatte in tutta Lombardia. Solitamente i cittadini più in difficoltà ricevono 2mila euro, il massimo previsto, quelli con reddito più alto hanno contributi inferiori, al massimo di 1000 euro. Da quest'anno poi i contributi potranno finire direttamente al padrone di casa per coprire il debito nel pagamento del canone d'affitto». In pratica, il Comune non sa quanto dovrà scucire. «Non lo sappiamo perché è una voce di bilancio variabile, ma i soldi per questo li troveremo – risponde Pecchenino –. Non conosciamo il numero di domande che ci arriveranno, nei primi anni dello sportello affitti con parametri più larghi si era arrivati a 250». Sandro Barberis